GIOGONDO, FRA'. - Giovanni da Verona, domenicano detto fra' G., architetto, n. a Verona intorno al 1433, m. a Roma il 1 luglio 1515. Figura eminente nel Rinascimento dell'Italia settentrionale rifulse negli studi d'architettura affermandosi teorico e progettista di alto valore.
Antiche testimonianze scritte tendono a limitare la sua attività di progettista, attribuendo a Daniele Banda la Loggia del Consiglio di Verona, a Girolamo Tedesco il Fondaco dei Tedeschi a Venezia, a due capimastri francesi di poca fama il ponte di Notre-Dame sulla Senna. Ciò non offusca la celebrità di G. affidata ad altre opere, quali il Palazzo di Poggio Reale a Napoli, costruito durante il suo soggiorno in quella città (1489-95), e il Castello di Gallion (costruito nei primi anni del XVI sec. quando f. G. era in Francia). Altre sue opere sono: le costruzioni militari, con bastioni a raggiera, che furono progettate per difendere Padova e Treviso dagli attacchi di Massimi Milano; i lavori idraulici, eseguiti nello stesso periodo (1560-1590) intorno alla Brentella; il progetto, poi modificato ed eseguito dallo Scarpagnino, della fabbrica del quartiere di Rialto; le 126 illustrazioni aggiunte - durante il soggiorno napoletano - al trattato di architettura di Francesco di Giorgio.
Nel 1514, Leone X chiamò l'architetto a Roma per continuare, morto Bramante, accanto a Raffaello, la costruzione di S. Pietro (che, nel progetto di f. G., assunse la forma di croce latina).
Ma la sua figura di uomo rinascimentale è rappresentata, oltre che dalle grandi opere sopradotte, che lo dichiarano iniziatore, «padre dell'architettura veneta» (G. Fiocco), dagli studi umanistici ed epigrafici in cui