GIORGIO di Poděbrady, re di BOEMIA. - N. il 23 apr. 1420 a Poděbrady, m. il 23 marzo 1471 a Praga. G. con l'aiuto di Rokycana organizzò politicamente gli ultraquisti, la parte mitigata degli ussiti, riconciliatisi con la Chiesa romana in base alle « compactata » di Basilea, e ne fu guida autorevole.
Divenuto nel 1452 reggente, G. si rivelò un abile uomo di Stato, così che nel 1458 fu eletto re di Boemia, successore di Ladislao Postumo. Fu riconosciuto anche dall'imperatore e dal Papa, al quale promise in segreto di rinunciare più tardi alle « compactata ». Quando può nel 1462 Pio II le abolì, G. non si sentiva abbastanza forte per affrontare l'opposizione degli ultraquisti e rifiutò di rinunciare pubblicamente alle « compactata » appartenenti allora alle leggi fondamentali del Regno. Perciò nel 1466 il papa Paolo II lo scomunicò e indissè contro di lui una crociata, a capo della quale nel 1468 si pose il genero di G. Mattia Corvino re d'Ingheria. G. perdette la Moravia ma resisteva in Boemia e proprio quando la sua posizione prendeva una piega migliore, G. morì. G. consolidò il Regno di Boemia sconvolto politicamente, socialmente e religiosamente dalle lunghe guerre ussite, vi ristabilì l'ordine interno e il prestigio del potere regio. G. cercò pure di riconciliare totalmente il suo regno con Roma e a questo scopo egli, morente, raccomandò - a danno dei suoi figli - che fosse eletto a succedergli Ladislao Jagellone.