GIORGIO DI TREBISONDA

GIORGIO DI TREBISONDA. - Umanista ben noto del sec. XV (n. nel 1396, m. nel 1485/86). Portò sempre il nome di Trebisonda, originario della famiglia, benché nativo di Candia. Passato giovanissimo in Italia, si distinse ben presto come professore di greco a Vicenza e a Venezia, dove raccolse l'eredità letteraria del celebre Fillello. Eugenio IV, sentendone la fama, lo volle a Roma come suo segretario particolare e professore di filosofia e filologia alla Sapienza. Alcuni scienziati, ad es., Lorenzo Valla, disapprovarono le critiche mosse da G. contro Quintiliano e le sue polemiche contro la filosofia platonica, difesa allora da ingegni così in vista come Gemisto Pletone e Bessaione. Ciò finì con indebolire la fiducia del papa Niccolò V; anzi, essendosi sparsa la voce che le sue traduzioni mancavano di fedeltà, dovette allontanarsi da Roma nel 1453.

Vasta è la produzione letteraria di G. in greco e in latino; tra le versioni più celebri si contano il Commentario a S. Giovanni e il noto Thesaurus di S. Cirillo Alessandrino, la Praeparatio evangelica di Eusebio, e non pochi libri di Aristotele e Platone. Benché lavorasse molto in fretta, i suoi scritti son sempre brillanti e pieni di copiosa erudizione.

Bibl.: R. Janin, Georges de Trébisonde, in D'Thc. VI, coll. 1235-37; K. N. Sathas, Νεοελληνική γλώσσα, Atene 1868, pp. 41-45. Parecchie opere sue (con la Notitia dell'Alacci), in PG 161, 769-896.