GIORGIO SCOLAROS (GENNAIO II)

GIORGIO SCOLAROS (GENNAIO II). - Teologo e scrittore bizantino, patriarca di Costantinopoli per tre volte (1454-56; 1463; 1464-65), n. ivi ca. il 1405, m. nel monastero di Prodromos (S. Giovanni Battista) presso Serres dopo il 1472. Egli imparò già giovane la lingua latina e studiò le opere dei filosofi e teologi occidentali, soprattutto di S. Tommaso d'Aquino. Già prima del Concilio di Firenze godette del favore dell'imperatore Giovanni VIII Paolo V, perché, benché laico, tener prediche nel Palazzo imperiale. Accompagnò il suo sovrano al Concilio di Firenze. Fu caldo promotore dell'Unione dei Greci con la Chiesa cattolica. Celebri sono i suoi tre discorsi (con una lettera aggiunta) che furono consegnati per scritto al Sinodo dei Greci il 30 marzo 1439. Questi sermoni sottolineano la necessità dell'Unione dimostrata con testi dei Padri latini e greci (1° discorso); questa unione deve essere una e vera, cioè dogmatica (2° discorso); ostacolo principale dell'Unione è il rispetto umano (3° discorso). Anche dopo l'Unione dei Greci G. S. rimase un sostenitore strenuo della sua teoria fino alla morte di Marco Eugenico (1444), contro il quale compose anche un'opera in favore del Filioque.

Non è ben chiaro come egli abbia mutato dal 1444 in poi il suo contegno verso l'Unione e sia diventato un nemico della Chiesa cattolica. In molti scritti polemici G. S., come monaco e patriarca, combatté il Filioque ed il Concilio di Firenze. Fu grande fortuna per la Chiesa greca dissidente che G. S. abbia goduto del favore del sultano Maometto II, il quale lo fece ritornare dalla sua prigionia di Adrianopoli (30 maggio 1453 - fine sett. 1453) a Costantinopoli e fece all'elettore patriarca tre visite, creandolo capo ecclesiastico e civile dei Greci il 6 genn. 1454. Non può esser negato che G. S. rese un servizio non piccolo al cristianesimo per la sua esposizione del dogma cristiano davanti al sultano, redatta poi in scritto.

L'eredità letteraria che G. S. ha lasciato è immensa: si deve all'arcivescovo cattolico d'Atene Ludovico Petit il progetto d'una edizione critica delle opere, attuato in 8 voll. con l'aiuto di X. A. Siderides e M. Jugie e non ultimamente del fratello laico assunzionista Giulio Pector. In questa edizione si trovano pubblicati secondo

gli autografi di G. S. (fortuna felicissima che rendeva l'edizione meno faticosa, essendo 4/5 delle opere conservati in autografi) sermoni religiosi, trattati teologici, polemici, scritti apologetici contro l'islam, scritti pastorali ed ascetici, esposizioni sopra la Summa contra Gentes di S. Tommaso, e la 1° e la 2°-2°° della Summa theologica, traduzioni, commentari di scritti filosofici di autori occidentali e di Aristotele, e lettere.

Bibl.: L. Petit-X. A. Siderides-M. Jugie, Georges, in D'Thc. XIV, coll. 1521-70; H. Beck, Vorlesung und Vorherbestimmung in der theologischen Literatur der Byzantiner (Orient. Christ. Analecta, 114), Roma 1937, pp. 63-65, 106-108, 135-36, 151-57, 213-16; M. Jugie, Georges S., professeur de philosophie, in Atti del V Congresso internazionale di studi bizantini, I (Studi bizantini e neolitici, 5), 1939, pp. 482-94.