GIOVANNA MARIA DELLA CROCE, VENERABILE

GIOVANNA MARIA della Croce, venerabile. - Clarissa (al secolo Bernardina Floriani), n. a Rovereto l’8 sett. 1603, ivi m. il 26 marzo 1673. Fondò in Rovereto il Convento delle Clarisse di S. Carlo (1650), di cui fu badessa; quello di S. Anna, dello stesso Ordine, a Borgo Valsugana (1672) e persuase il condottiero Mattia Galasso a fondarne uno dei Carmelitani alle Laste di Trento.

Autodidatta di alto ingegno, studiò mistica, e a 30 anni, la vigilia della Pentecoste 1634, aveva scritto gli Evangelii spirituali sentimenti, composti di 29 discorsi; importante è la sua Esposizione del Cantico dei Cantici cui seguono le Esclamazioni e varie altre operette ascetiche, nelle quali sono sparse poesie, non senza grazia ed originalità, per cui G. cronologicamente va considerata la prima poetessa del Trentino.

La Curia di Trento nel 1643 sottopose G. all’Inquisizione; ma i giudici, P. Teberelli, agostiniano, e p. Alberti, gesuita, invitarono G. a continuare a scrivere.

Fu favorita di insigni carismi ed ebbe notevole parte nella storia politica del paese, nella terribile epoca della guerra dei Trent’anni, e fece opera pacificatrice.

Oltre le opere suddette restano di lei inedite un’Autobiografia in 3 voll. e un ricco epistolario; alcune sue opere furono date alle stampe. La causa della beatificazione è in corso.

BIBL.: (P. A. Dal Lago), Vita della vén. M. d. C., Trento 1770; B. Weber, G. M. d. C. ed il suo tempo..., Rovereto 1873; F. Baroni, Una vita della vén. G. M. d. C., 1862, in Studi francesi, 25 (1928), pp. 306-46; A. Rossaro, La vén. G. M. d. C..., nella sua poesia, Rovereto 1942.