GIOVANNI DA CALVOLI (A CAULIBUS)

GIOVANNI da CALVOLI (a Caulibus). - Presso S. Gimignano in Toscana, grande predicatore minorale del sec. XIV, talora anche detto erroneamente Giovanni da S. Gimignano, ancora in vita, secondo il Wadding e il Papini, nel 1376; ma di lui non si sa di più. Secondo la più comune attribuzione, sarebbe autore delle Meditationes vitae Christi, uno dei capolavori della spiritualità francescana, che l'autore scrisse con drammatica vivacità e potenza espressiva, quasi plastica, oltre che con senso squisito di arte letteraria.

L'opera, che ebbe grande influsso nella vita religiosa, fu scritta per l'edificazione di una monaca clarissa verso il 1335, in Toscana, probabilmente prima in volgare, poi tradotta in latino. Il testo volgare è considerato testo di lingua.

L'opera stessa ha avuto, nella tradizione manoscritta, due redazioni: una ridotta, e l'altra più ampia e comune in 93 capp.; ma che G. da C. ne sia l'autore, il più competente studioso, C. Fischer, nel 1932 (op. cit. in bibl., pp. 449-83) l'ha senz'altro escluso, assegnando l'opera a un ignoto minorita toscano; egli difende la priorità dell'originale volgare, e ritiene inoltre, contro il parere di altri e degli stessi editori di S. Bonaventura, che il Dottore Serafico sia l'autore delle Meditationes de Passione (cioè dei 13 capp., dal 68° in poi). Ma questa rivendicazione, giudicata sicura e definitiva anche dai recenti editori spagnoli delle Obras de S. Bonaventura (II, Madrid 1946, pp. 735-47), è stata con ottimi argomenti interni contestata dal p. Cicchitto. Però la questione della sua autenticità è tuttora per lo meno dubbia.

BIBL.: Numerose edizioni, latine e volgari: più recente, in italiano, quella di F. Sarri, Milano 1933; testo latino e castigliano della sezione Meditationes de Passione Christi, in Obras de S. Bonaventura, II, Madrid 1946, pp. 748-87; - Notizie e studi: B. Bonelli, Prodromus ad Op. Omn. s. Bonaventurae, Bassano 1767, p. 657 sqg.; N. Papini, Etruria francescana, II, p. 1137 (cod. 8, Roma, conv. SS. Apostoli); Sbaralea, I, pp. 51-52; II, 10 e pp. 52-53; Editores S. Bonaventurae, Op. Omn., X, Quarachi 1902, p. 25, n. 41; Bartolomeo da Pisa, Liber Conformitatis, in Anal. Franc., 4 (1906), pp. 341 e 518-19; L. Oliger, Les Meditationes vitae Christi, in Studi franc., 7 (1921), pp. 143-83 e 8 (1922), pp. 18-47; R. Boving, Das aktive Verhältnis des hl. Franz zur bildende Kunst, in Arch. Franc. hist., 19 (1926), pp. 610-63 (influasso); più diffusamente sui codici, edizioni e autenticità, C. Fischer, Die Med. V. C., ihre handschriftliche Überlieferung und die Verfasserfrage, 25 (1932), pp. 3-35, 175-209, 305-48.