GIOVANNI DA UDINE

GIOVANNI da UDINE. - Pittore ed architetto, n. ad Udine il 27 ott. 1487 dalla famiglia dei Ricamatori, m. a Roma nel 1564.

Allievo dapprima di Giovanni Martini da Udine, fu poi a Roma nella bottega di Raffaello, per il quale dipinse il piccolo organo e gli strumenti musicali che appaiono nel quadro della S. Cecilia (1516). G. da U. ebbe fama specialmente per le «grottesche» che egli rielaborò, sempre per Raffaello, sugli antichi esempi romani, nelle Logge Vaticane (1517-19). In questo genere di arte fu attivo anche a Villa Madama, ove fece anche piccoli riquadri in stucco con Storie di Polifemo, a Palazzo Vecchio a Firenze e alla Farnesina a Roma. Tornato a Udine stabilmente verso il 1539, si dedicò in particolare all'ar- chitettura e nel 1552 vi venne nominato architetto generale per tutti i lavori pubblici. A Roma ritornò però nel 1560, per attendere ancora a decorare le Logge Vaticane, e a Roma restò fino alla morte. Va considerato tra i migliori allievi di Raffaello.

BIBL.: A. Battistella, G. da U. nella sua vita privata, Venezia 1923, in Atti del R. Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, LXXXII, 1922-23, pp. 523-48; id., Ancora qualche cosa sulla famiglia e sulla vita di G. da U., Udine 1927. Gilberto Roni.