GIOVANNI di GISCALA. - Guerriero giudeo, n. a Giscala (ora el-Giš), a nord-ovest del lago di Tiberiade. Animato da profondo odio antiromano, fu uno dei principali condottieri dell'insurrezione del 66-70.
Giscala fu l'ultima città di Galilea ad arrendersi a Tito. G., fuggito al momento della resa, si rifugiò in Gerusalemme, ove istaurò il regno del terrore (Fl. Giuseppe, Bell. Iud., IV, 208 sgg.) nel suo settore, in continua guerriglia contro Eleazaro e Simone (op. cit., V, 21 sgg.), mentre i Romani stringevano sempre più l'assedio. Con uno stratagemma, nella Pasqua del 70, G. occupò il settore di Eleazaro (loc. cit., 100 sgg.); quindi, nell'imminenza della conquista romana, si accordò con Simone per continuare la guerra contro lo straniero (loc. cit., 278 sgg.). Occupata la città nel sett. del 70, G. fu inviato a Roma per tornare il trionfo di Tito. Mentre Simone fu ucciso nel Tulliano il giorno del trionfo, G. finì la sua vita la prigionia (op. cit., VI, 434). Angelo Penna