GIOVANNI di LEEUWEN. - Il più notevole scrittore mistico della scuola di Groenendaal, insieme a Ruysbroeck. N. nel 1295, condusse vita di artigiano ambulante prima di entrare come frate laico nel monastero di Groenendaal, m. nel 1378. Per la sua bonomia verso gli ospiti era chiamato «il buon cuoco». Di grande austerità, godeva di una elevata contemplazione.
Compose in lingua volgare vari trattati ascetici e mistici che ebbero gran voga nei Paesi Bassi e al di là del Reno, ove furono in parte tradotti in basso tedesco. Miraeus, ancora nel XVII sec., afferma che questi trattati meritavano di essere tradotti in tutte le lingue. Discepolo della grande mistica brabantina Hadewych, come anche Ruysbroeck, insieme al quale visse a Groenendaal. Se ne seppe tuttavia dare un’impronta personale alle sue opere. Più che gli altri, si sofferma sui sette doni dello Spirito Santo e in particolare sull’Interno di Gesù come strada verso la contemplazione della S.ma Trinità e dell’Essenza di Dio. G. fu il primo nei Paesi Bassi a insorgere contro Eccardo. Uomo del popolo grossolano e appassionato, che critica aspramente i costumi depravati del suo tempo. G. brilla tuttavia per fede sana e robusta, per ardore d’apostolo, per rettitudine e semplicità infantile.