GIOVANNI di MILANO. - Giovanni di Jacopo
di Guido da Caverzaio (oggi Caversaggio) in quel
di Como, pittore; nel 1350 era a Firenze, ove era
iscritto quale straniero nella Corporazione dei pittori.
Nel 1363 entrò a far parte dell'Arte dei medici e
speciali. Due anni più tardi era già da qualche tempo
occupato a lavorare gli affreschi della cappella Ri-
nuccini in S. Croce e otteneva una proroga per il
loro compimento.
Nel 1366 otteneva per sé ed i figli la cittadinanza
forentina. Nel luglio del 1369 era a Roma occupato in
Vaticano con gli altri maestri chiamativi da Urbano. La
supposta attività di Giotto a Milano nel 1334 a servizio
dei Visconti, di cui parla il Villani, e gli affreschi di
Chiaravalle milanese di Giotto potrebbero avere in-
fluìo sulla formazione iniziale della cultura figurativa
del maestro, alla quale cultura certo partecipò quale ele-
mento fondamentale la scuola pittorica lombarda della
prima metà del secolo. Certo si è che quando nel 1350
G. da M. era a Firenze aveva già un suo stile ben deter-
GIOVANNI da Milano - La Maddalena versa balsamo sui piedi di Cristo; Marta e Maria; La insurrezione di Lazzaro. Le due scene inferiori (Noli me tangere e Un miracolo di Maria Maddalena) sono opera del «Maestro della Cappella Rinunciati». Affreschi nella chiesa di S. Croce - Firenze.
minato. Esso appare chiarissimo nella sua opera più antica, il politico firmato e datato nel 1354 della Galleria di Prato, ove le immagini costruite con cristallina precisione di contorni hanno i volumi decisamente rivelati con forti accenti di uno sfumato morbido e pastoso di impronta nettamente lombarda. Tali caratteri, seppure evidentemente compromessi dai contatti con l'arte rottentina e il cromatismo senese, si ritrovano negli affreschi della cappella Rinunciati, che vengono considerati la sua opera maggiore. Altre sue opere sono alcune parti di un politico ed una Pietà bellissima del 1365, agli Uffizi, una Annunciazione nella Galleria di Pisa ed una tavoletta a più scomparti nel Museo di Palazzo Venezia a Roma.