GIOVANNI di MONTESONOS. - Teologo domenicano, n. a Monzon (Aragona) verso la metà del sec. XIV, m. dopo il 1412. A Barcellona nel 1372 commentò le *Sentenze*, nel 1383 insegnava teologia a Valenza, nel 1387 fu promosso maestro a Parigi. Nella sua prima lezione, come maestro, sostenne proposizioni filosofiche e teologiche errate, fra cui che era eretico sostenere l'immacolata concezione della Vergine, pretendendo fondare la sua asserzione sulla dottrina di s. Tommaso. Tutta l'Università parigina fu in agitazione. Una commissione di maestri esaminò la sua dottrina e ne condannò 14 proposizioni. L'arcivescovo di Parigi colpì di scomunica chiunque le sostenesse (23 ag. 1387).
La parte dell'Ordine domenicano soggetta ad Avignone, credendo falsamente che fosse stato condannato s. Tommaso, si schierò con lui e appellò all'antipapa Clemente VII (1388). Iniziatasi la causa, G., temendo una condanna, fuggì in Aragona (genn. 1389), passando dalla parte di Urbano VI. Andò poi in Sicilia. Il 17 luglio 1393 fu nominato collettore apostolico dal vescovo di Catania. Ritornato in patria viveva ancora nel 1412.
Oltre un *Tractatus de Conceptione B. Virginis*, scrisse in difesa di Urbano VI e Bonifacio IX: *Tractatus brevis de electione papae... qui dicitur informatorium* (1389, Parigi, Biblioteca nazionale, cod. lat. 1466, ff. 611-707); *Correctorium contra epistolam fundamenti schismatis*, *Dialogus ad card. B.* (Bartolomeo Mezzavacca) *super schismate Ecclesiae* (Parigi, ivi, ff. 1-610); *Opus quod dicitur Scopos 72 conclusionum ad peragrandam vitam Ecclesiae a devio triviali ad papam Bonifacium IX.*
Bunl.: Quétif-Echard, I, pp. 619-614; H. Denifle, *Chartularium Universitatis Parisiensi*, III, ivi 1894, pp. 486-515; A. Mortier, *Histoire des maîtres généraux de l'ordre des Frères Prêcheurs*, III, ivi 1907, pp. 620-631, 634-641, 644-645; Th. Kappeli, *Fragmentum actorum cap. gen. an. 1372*, in *Archivum Fratrum Praedici*, 6 (1936), p. 386; G. Mollat, s. V. in D'ThC, VIII, coll. 701-702. Alfonso D'Amato