GIOVANNI DA MONTECORVINO

GIOVANNI da Montecorvino. - Primo vescovo di Khambalik (Pechino). N. nel 1247 a Montecorvino (Salerno), m. a Khambalik nel 1328. Secondo il contemporaneo Giovanni de Marignolli, prima di farsi religioso francescano, sarebbe stato soldato, giudice e medico, il che ce lo fa supporre di distinta famiglia. Rigido e austero, spirituali (v.) o zelanti. Prima del 1289 era già stato inviato, probabilmente dal generale fra' Bonagrazia (1273-83) in Persia e in Armenia, come missionario, donde in quell'anno tornava in Europa quale legato del re Aitone II d'Armenia presso il papa Niccolò IV. Il Papa a sua volta se ne servì per un'ambasciata a molti popoli orientali, e special

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minato. Esso appa

mente al Gran kan della Cina. Con le credenziali pontifice parti il 15 luglio 1289 da Rieti, ove si trovava la Curia papale, e sbarcò ad Antiochia, indi s'incamminò verso Sis, capitale dell'Armenia, e poi a Tauris (Tabriz), in Persia. Di qui nel 1291, con il domenicano Niccolò da Pistoia, che morì durante il viaggio, e un ricco mercante italiano, per via di mare si diresse a Khambalik dove arrivò fra il 1294-1295, accolto con fasto orientale quale ambasciatore del Papa. Una lettera scritta dall'India dà informazioni del suo viaggio.

A Khambalik visse per 34 anni compiendo un attivo apostolato nella città e nell'Impero tartaro. Costruì 3 chiese e conventi a Khambalik, una chiesa e convento a Yangtchon (nel Kiang-su), 3 chiese e conventi a Zaytong (nel Fukien); altre chiese e cristianità nel Tchekiang, nel Tenduc e ad Armalik (Kulgia). Eresse due orfanotrofi maschili a Khambalik e una specie di piccolo seminario dove raccolse 40 fanciulli che istruì nel latino, nel canto e nelle cerimonie ecclesiastiche. Impadronitosi presto e bene della lingua tradusse il Salterio e il Nuovo Testamento.

Battezzò molte migliaia d'infedeli, ma trovò gravi difficoltà al suo ministero specie dai nestoriani. Nel 1295 (8 genn.) e 1306 (13 febbr.) scrisse due lettere in cui rendeva conto del suo lavoro e sollecitava aiuto soprattutto di personale; in seguito a queste il Sommo Pontefice e il generale dei Francescani inviarono una grande spedizione con 7 vescovi, incaricati di consacrare lo stesso G. da M. quale arcivescovo di Khambalik e patriarca di tutto l'Oriente, il che si effettuò fra il 1309-1309. Nel 1322 arrivava a Khambalik Odorico da Pordenone e nel 1328 G. moriva.

La grande opera da lui bene avviata, per varie ragioni, fra cui i diminuiti contatti europei con la Cina, andò man mano estinguendosi e dal 1370 non si hanno più notizie di questa prima evangelizzazione della Cina.

Bunl.: Per l'ed. critica delle 3 lettere di G., cf. A. Van de Wyngaert, *Sinica Franciscana*, I, Quaracchi 1929, pp. 340-355; sulla vita, cf. ibid., pp. LXIX-LXXXII e 335-339; id., *Jean de Mont Corvin*, Lilla 1924; C. Silvestri, *Il primo apostolo della Cina*, Roma 1942.