GIOVANNI di MURRO. - Teologo e cardinale francescano, n. dalla famiglia Minio (non Mincio) a Morrovalle (Macerata), m. ad Avignone nel 1312. A Parigi ottenne la licenza (1288) ed il dottorato (1289) in teologia. Da Niccolò IV fu nominato maestro del S. Palazzo Apostolico (1291). Ad Anagni nel 1296 fu eletto, presente Bonifacio VIII, generale dell'Ordine.
Durante il suo governo (1296-1304) ricevette nell'Ordine s. Lodovico, vescovo di Tolosa. Da Bonifacio VIII nel 1302 fu creato cardinale e vescovo di Porto e S. Rufina, quale ricompensa per l'esito felice di una missione di pace (1297-98) da lui compiuta nelle Fiandre. Nel Concilio di Vienna difese la legittimità d'elezione di Bonifacio VIII, che Filippo il Bello voleva far radare dall'elenco dei papi legittimi. Della sua attività letteraria rimangono due raccolte di sermones, alcuni opuscoli teologici, 12 quaestiones disputatae, un Quodlibet, redatto durante la sua reggenza dello studio francescano di Parigi (1289-90) ed un controverso commentario alle Sentenze. Di particolare valore è la lettera enciclica Inter coelestium insignia (in Analecta Franciscana, 2 [1887], pp. 109-11) in difesa della povertà, indirizzata all'Ordine da Genova nel 1302.