GIOVANNI di Napoli (Joannes de Regina de Neapoli, *Neapolitanus*). - Scolastico domenicano del sec. XIII-XIV. Conseguì la licenza di teologia a Parigi, dove nel 1310-11 lesse le *Sentenze* (i cui Commentari non furono ritrovati). Nel 1313-14 fu membro della commissione per l'esame delle opere di Durando di S. Porciano; dal 1317 lettore allo studio domenicano di Napoli; nel 1323 procuratore in Avignone per la canonizzazione di s. Tommaso d'Aquino.
Scrisse, oltre i commentari, *Quaestiones quodibetales*, e 42 *Quaestiones disputatae* (Napoli 1618). Trattò, aderendo a s. Tommaso, argomenti teologici e filosofici: la visione beatifica, il potere temporale dei papi, le questioni concernenti l'ente, il tempo e l'eternità, l'anima, la verità, il libero arbitrio e l'individuazione, discostando in quest'ultimo argomento da s. Tommaso. Difese la dottrina tomistica contro Durando e dimostrò che la condanna di Stefano Tempier non colpiva il sano pensiero di Tommaso.
Bunl.: C. J. Jallouschek, *J. V. N., Vienna 1918*; P. Mandonnet, *Premiers travaux de polémique thomiste*, in *Revue de sciences phil. et théol.*, 7 (1913), pp. 46-70, 245-62; M. Grabmann, *La scuola tomisticata*, in *Riv. di filos. neoscolastica*, 15 (1923), pp. 97-155; id., *Die theologische Erkenntnis und Einleitungstheorie des H. Thomas von Aquin*, Friburgo 1948. Enzo Maccagnolo