GIOVANNI di Sterngassen. - Teologo e mistico domenicano, m. nella prima metà del sec. XIV.
Si trova dal 1310 al 1316 a Strasburgo, nell'ultimo anno in qualità di priore. Nel 1320 è lettore, che vuol dire «reggente», nello studio generale a Colonia. Contro M. Grabmann, che non collega la presenza d'un fra' Giovanni, capo dello studio coloniese nel 1333, con G. di S., G. Löhr inclina all'identificazione di questo fra' Giovanni appunto con lo Sterngassen. Benché contemporaneo di Eckart, G. di S. non lo segue nella dottrina, ma rimane attaccato a s. Tommaso, tranne in qualche sentenza.
Di G. esistono frammenti di prediche e di sentenze (*Spriche*) in tedesco, pubblicati da Pfeiffer e Wackernagel.
Il Grabmann scoperse di G. un commento sui 4 II. delle *Sentenze*, conservato in due codici, cioè cod. 102 dei Cistercensi di Lilienfeld in Austria e cod. Vat. lat. 1092, ambedue dell'inizio del sec. XIV. Il Grabmann individuò pure nel cod. 2165 della Hofbibliothek di Vienna una *quaestio quodlibetalis* dello Sterngassen sull'argomento «utrum et angeli vel plures sint eiusdem speciei» e che viene risolta nel senso di s. Tommaso che gli angeli si distinguono specificamente gli uni dagli altri.
Il commento di G. sulle *Sentenze* non è una parafrasi letterale, ma una collezione di questioni poste in occasione del testo del Lombardo. G. espone e penetra le sue questioni teologiche con spirito speculativo originale, benché sostanzialmente fedele alla dottrina di s. Tommaso, il *doctor noster*. Quando G. si distacca dall'Aquinate, il manoscritto lo nota al margine: «opinio haec contra Thomam». Nella questione «utrum in creaturis differat esse ab essentia» G. non determina secondo s. Tommaso, ma segue Enrico di Gand.