GIOVANNI III Sobieski, re di POLONIA. - N. a Olesko (Leopold) il 2 giugno 1624. La eminente posizione famigliare - era figlio di Jakób, primo se-

GIOVANNI III DI POLONIA — GIOVANNI IL PRESBITERO
natore del Regno di Polonia — la larga esperienza di studio a Cracovia e nei viaggi compiuti all’estero (Inghilterra, Francia, Paesi Bassi, Germania, Italia, Turchia), le grandi capacità politiche e soprattutto militari lo fecero salire ben presto ai più alti gradi.
Grande atmano della Corona o comandante superiore dell’esercito dal 1667, sotto il re Michele Korybut Wiśniowiecki riuscì a riscattare a Chocim (1673), contro Manetto IV e Ahmed Küprülü l’umiliante pace di Bucacz (1672) con la quale veniva ceduta la Podolia ai Turchi e l’Ucraina ai Cosacchi. In presenza della continua pressione turca sulle frontiere sud-orientali della Polonia, la Dieta polacca, dopo la morte di Michele Korybut Wiśniowiecki, sopraggiunta alla vigilia stessa della battaglia, pensò di affidare a lui la corona di Polonia il 21 maggio 1674, scegliendo fra diciassette candidati. Egli continuò la guerra contro i Turchi e i Tartari, ottenendo dalla Porta, con la pace di Żurawno (1676), la restituzione dei due terzi dell’Ucraina e tutti i prigionieri detenuti in Turchia; dall’altro, non senza influenza della moglie Marysieńka, la francese Marie de la Grange d’Arquien, concluse con Luigi XIV il Trattato di Jaworów diretto contro l’Austria e il Brandeburgo (1675), con l’intesa di ottenere, dopo la guerra, la Prussia orientale. Poiché il pericolo turco aveva preso decisamente il sopravvento sulle preoccupazioni occidentali e baltiche, nel 1683 il S. si accostò all’Impero, concludendo con Leopoldo I e papa Innocenzo XI un patto di alleanza contro il Turco. E quando l’esercito di Kara Mustafa giunse sotto le mura di Vienna, il pronto intervento di G. alla testa di un forte esercito polacco consentì il 12 sett. 1683 una stretta vittoria alle armi della cristianità. S. riconquistò per l’Impero l’Ungheria e continuò a lungo a condurre la guerra contro i Turchi. Proprio questo lotte lo costrinò sero a rinunziare, con l’accordo di Mosca del 1686, a Kiev e ai territori ucraini di là dal Dniepr. La morte lo colse il 17 giugno 1676, prima che la Polonia potesse riavere, con la pace di Carlowitz (1699), tutte le terre strappate dal Turco, prima fra tutte Kamenec Podolski.
Capitano geniale, uomo di cultura ampia, umanistica, legato alla sede di Pietro (cui dopo Vienna inviò la bandiera verde del profeta), fu mecenate e cultore delle arti belle. Disdegnoso della corte fastosa di Varsavia, dove trionfava la moglie, preferiva ad essa la quiete di Wilanów (Villa Nova), palazzetto costruito su progetto dell’italiano Locci, dove aveva messo insieme, con l’aiuto del suo segretario, il gesuita p. Vota, ricche collezioni d’arte, fra cui molte copie di capolavori italiani.