GIOVANNI TALAIA, vescovo di ALESSANDRIA. - Sacerdote della chiesa di Alessandria, dove esercitava l'ufficio di economo generale, poi vescovo, m. a Nola dopo il 484. Nel 481 fu mandato dal vescovo Timoteo Salofaciolo all'imperatore Zenone perché si provvedesse alla successione di un vescovo cattolico nella sede.
Alla morte di Timoteo, avvenuta poco dopo, G. fu canonicamente eletto (opr. 482). La cosa dispiacque ad Acacio di Costantinopoli, il quale si adoperò presso l'Imperatore contro G. accusandolo di eutichianismo e di spergiuro. Dovette allora lasciare la sua chiesa e fu sostituito da Pietro Mongo, eretico manifesto, che accettò anche l'Enotico di Zenone. G. si ritirò dapprima ad Antiochia, indi a Roma, dove presentò le sue lagnanze ai papi Simplicio e Felice III. Nonostante le energiche rimostranze di quest'ultimo presso l'Imperatore perché fosse fatta giustizia a G., non se ne fece nulla; anzi le cose peggiorarono in seguito alla defezione dei legati papali, che accettarono la comunione di Acacio e di Pietro, i quali perciò furono scomunicati, dando origine al noto scisma acaciano. G. fu inviato a reggere la chiesa di Nola, dove poco dopo morì.