GIOVANNI TERISTI (ΘΕΡΙΣΤΉΣ «MIETITORE»), SANTO

GIOVANNI TERISTI (θεριστής «mietitore»), santo. - Monaco basiliano del sec. XI, n. a Palermo da Calista, deportata dai Saraceni da Stilo, mentre suo padre era stato ucciso sul posto. In età adulta passò in Calabria, dove ricevette il Battesimo e fu avviato ai rigori dell'ascetismo monastico greco sotto la guida dei bb. Ambrogio e Nicolò presso un monastero di Stilo, che poi fu intitolato al suo nome e divenne uno dei più celebri della Calabria. La sua virtù e i suoi rigori ascetici furono paragonati a quelli di s. Giovanni Battista.

L'abate, per umiliarlo, lo mise a mietere con i coloni, donde il suo appellativo di Teristi. La data di morte è fissata dai Bollandisti al 1127. Ma è inaccettabile, perché in un diploma del 1110 il conte Ruggero fa delle donazioni al «tempio del nostro s. p. Giovanni». Per di più, nel cod. Vat. lat. 2008 si conserva un inno in suo onore composto da s. Bartolomeo di Rossano, che morì ca. nel 1050. Evidentemente bisogna anticipare la data dei Bollandisti di poco meno di un secolo.

BIBL.: La vita si trova nel cod. II, E, 11 (ff. 185-200) della Bibl. naz. di Palermo e nel cod. gr. 325 di Parigi. Ne fece una trad. latina il conventuale Stefano Bardano da Stilo nel 1624 per gli Acta SS. Februarii, pp. 481-83 (3ª ed., pp. 485-88); A. Agresta, Vita di s. G. Teristi, Roma 1653, 3ª ed., ivi 1677; O. Gaetani, Vitae ss. Siculorum, Palermo 1657, pp. 107-109; G. Fiore, Calabria illustrata, II, Napoli 1743, pp. 50-57; D. Martire, La Calabria sacra e profana, I, Cosenza 1877, pp. 178-88. Francesco Russo
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“GIOVANNI TERISTI (ΘΕΡΙΣΤΉΣ «MIETITORE»), SANTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 381. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/giovanni-teristi-theristes-mietitore-santo.