GIOVANNI VIII Paleologo, IMPERATORE di Bi-SANZIO. - Figlio di Manuele II Paleologo, n. nel 1383, collega del padre nel trono, gli succede nel 1425.
L'Impero bizantino era ormai ridotto alla sola capitale ed a pochi territori in Tracia ed in Morea. G. VIII aveva contrastato con le tendenze del padre, desideroso di accordi con il sultano turco, ed aveva insistito per una politica energica. Però resistere alla enorme superiorità di Murad era assurdo. G. VIII tentò la sola via che offrisse speranza: trovare aiuti d'armi in Occidente con l'appoggio del papato. A questo scopo riprese il progetto dell'unione delle Chiese ed iniziò trattative con Martino V e con Euge-nio IV offrendo la riunione di un concilio a Costanti-nopoli. Da Roma si oppose la proposta di un con-cilio in Occidente.
La discussione si complicò quando sorse il conflitto tra la Curia romana ed il Concilio di Basilea, che separa-tamente trattarono con l'Imperatore bizantino. Questi sperò in un accordo con i Padri di Basilea, per evitare la questione spinosa della supremazia papale, ostica ai Greci e conte-stata a Basilea. La vittoria di Eugenio IV e la riunione del Concilio di Ferrara (18 genn. 1438) decisero G. VIII: questi giunse in Italia con il pariràca bizantino e la dele-gazione dei teologi greci. Le trattative di Ferrara si tra-sportarono a Firenze dove nel 1439 fu trasferito il Con-cilio. Per facilitare l'accordo, si abbandonarono le discussioni pubbliche e fu affidata la questione dell'unione a commissioni; G. VIII, preoccupato di salvare l'unione, mise a silenzio agli antinuonisti. La questione dell'autorità papale fu superata con la vaga formola del patriarca di Nicea Bessarione. Chiusi i lavori conciliari il 5 luglio 1439, il 6 l'unione fu proclamata nel Duomo fiorentino. G. VIII, solo nel febbr. 1440 fu di ritorno nella sua capi-tale, ma l'opposizione violenta del clero al suo operato impedì l'unione che non fu proclamata in S. Sofia. L'Im-peratore sollecitato dal Papa cercò di sostituire i dignitari ecclesiastici più ostili, organizzò discussioni pubbliche per popolarizzare la cosa, ma a nulla riuscì.
I progetti di crociata discussi a Firenze sfumarono; i tentativi di Giovanni Hunyadi e dei Veneziani trovarono a Costantinopoli indifferenza. La questione più grave era ora la successione nel trono: dei fratelli di G. VIII, Costantino e Teodoro erano unionisti, Demetrio invece ostile; nel 1442 già si era ribellato e nella guerra civile intervenne come pacificatore il sultano Murad. G. VIII m. il 31 ott. 1448.