GIOVANNI XIX, PAPA. - Elettò nell'apr. 10 maggio 1024, m. nel 1032. Romano dei conti di Tuscolo, fratello di Benedetto VIII, era stato, durante il pontificato di questo, «consolle, duca e senatore di tutti i Romani». Fu eletto per simonia, ancora laico, a succedergli e raccolse così nelle sue mani il potere religioso e civile. Sotto di lui riapparvero gli abusi, che Benedetto VIII aveva tentato di combattere. Quando Basilio II, imperatore di Costantinopoli, volle far riconoscere come ecumenico il patriarca di Costantinopoli, G. XIX parve dapprima disposto a cedere; ma l'opposizione soprattutto dei Cluniacensi lo indusse ad opporsi. Coronò imperatore Corrado il Salico (26 marzo 1027) in presenza di Rodolfo III di Borgogna e di Canuto re di Danimarca e d'Inghilterra; e da questo punto divenne strumento nelle mani dell'Imperatore.
Così, nell'annosa controversia fra i patriarchi di Aquileia e di Grado, mentre aveva in un primo momento attribuito al patriarca di Aquileia Popone i diritti su Grado, ma aveva poi riconosciuto l'indipendenza del patriarca gradense, confermò in una bolla del sett. 1027 le decisioni di un Concilio, tenuto il 6 apr. in Laterano alla presenza dell'Imperatore, in favore delle pretensioni di Popone, anzi dichiarò la sede di Aquileia secondo dopo quella di Roma e sua vicaria, metropolitana di tutte le sedi d'Italia. Diede molti privilegi ai Cluniacensi e avrebbe voluto che il loro abate Odilone accettasse l'arcivescovato di Lione. Il favore dato a Guido d'Arezzo, l'incontro delle nuove note musicali, parrebbe indicare in G. XIX qualche interesse per l'arte.
G. Battista Picotti