GIOVANNI XV, PAPA

GIOVANNI XV, PAPA. - Romano, eletto nell'ag. 985, m. nel marzo 996. È ricordato in alcune liste di papi come Giov. XVI, essendo inserito prima di lui per errore un altro Giov. XV, donde in quelle liste l'accrescimento di una unità per tutti i papi fino a Giov. XIX e la mancanza di un Giov. XX.

Eletto forse per un accordo tra la fazione imperiale e l'antimperiale, dovette lasciare a Giovanni Crescenzi la direzione degli affari politici. Poi, fuggito in Toscana, implorò l'aiuto di Ottone III. Avvicinandosi questi a Roma, G. fu riaccolto nella città, ma venne a morte prima che Ottone vi entrasse.

G. XV, che è ricordato come esperto nelle armi e autore di molti libri, dimostrò un'attività religiosa assai notevole. Impone (991) la pace a Etelredo e d'Inghil-

terra e a Riccardo duca di Normandia, in un Sinodo tenuto a Roma (31 ott. 993); canonizzò Ulrico vescovo di Augusta, primo esempio a noi noto di canonizzazione compiuta da un papa. Rivendicò energicamente l'autorità del pontificato in una gravissima controversia scoppiata in Francia, primo clamoroso episodio del gallicanismo. Per volontà di Ugo e Roberto re di Francia, era stato raccolto, il 17 giugno 991, un Sinodo di vescovi della Gallia a St-Basle di Verzy (Reims), per giudicare Arnolfo, arcivescovo di Reims, accusato di tradimento. Poiché i difensori di questo eccepivano, sulla base delle Decretali pseudo-isidoriane, l'incompetenza del Concilio a giudicare sulla questione, ch'era già stata deferita al Pontefice, erano sonate nell'assemblea le più aspre accuse contro la S. Sede e il clero di Roma; e il Concilio, negando col fatto l'autorità del Papa sulle Chiese nazionali, aveva costretto Arnolfo a rinunziare, sostituendolo con il celebre Gerberto. Il Papa chiamò a Roma i vescovi e i due Re (992), ma un nuovo Concilio a Chelles, sotto la presidenza di Roberto, decise di resistere agli ordini dati da Roma e contro ai canoni dei Padri, mentre il Re invitava il Papa a recarsi in Francia. G. mandò invece l'abate Romano Leone, il quale raccolse a Mouzon, sui confini tra la Francia e la Germania, un Sinodo di vescovi, tutti, eccetto Gerberto, sudditi del Regno tedesco (2 giugno 995); Gerberto, invitato ad astenersi da tutte le funzioni ecclesiastiche fino a un nuovo concilio, si sottomise: i vescovi, che avevano preso parte alla deposizione di Arnolfo, furono pure depositi. Il seguito della controversia è oggetto di discussione: è certo soltanto che Arnolfo, morti già Ugo e G. XV, fu reintegrato nella sede di Reims da Gerberto, divenuto papa Silvestro II.

Bibl.: Epistolae: PL 137, 325 sgg.; Jaffé-Wattenbach. I. pp. 486-89; Lib. Pont., II. pp. 252-54; J. M. Waterrich (v. GIOVE. VIII), I. pp. 66-67; MGH, Scriptores, III. pp. 658-93; A. Hauck, pp. 255-70; Helfde-Leclercq, IV. II, pp. 544-53; F. Schneider, Papst Johannes XV. und Ottos III. Romafahrt, in Mittheil. d. Inst. für österr. Geschichte, 39 (1923), pp. 193-218.

G. Battista Picotti