papa Giovanni XXI

8 settembre 1276 – 20 maggio 1277

Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Papi, antipapi, documenti pontifici Papi

GIOVANNI XXI, PAPA

English Cita

Noto anche come: inglese: Peter of Spain; spagnolo: Pedro Hispano; francese: Pierre d'Espagne; Pietro Ispano; latino: Petrus Hispanus; portoghese: Pedro Julião

GIOVANNI XXI, PAPA. - N. a Lisbona, probabilmente fra il 1210 e il 1220, eletto l'8 sett. 1276, m. il 20 maggio 1277. Pietro di Giuliano, portoghese, aveva studiato a Parigi e insegnato medicina a Siena fra il 1247 e il 1252; era stato poi tra i familiari del card. Ottobono de' Fieschi, il futuro Adriano V, quindi decano di Lisbona (1261), arcivescovo di Braga (1273), archiatra di Gregorio X e da lui promosso cardinale vescovo di Tuscolo (1273).

Dopo un Conclave tumultuoso, fu eletto a Viterbo successore di Adriano V e coronato il 20 sett. Appena salito al pontificato, punì gli autori dei torbidi; ma confermò un decreto di Adriano, che sospendeva la costituzione di Gregorio X per la sollecitudine dell'elezione pontificale, proponendosi di sostituirla con nuove norme (30 sett. 1276). Uomo di studio, più che di governo, dominato dal card. Orsini, che fu poi Niccolò III, G. tuttavia, nei pochi mesi di pontificato, spiegò attività considerevole. Battendo la via già seguita da Gregorio X, cercò di riconciliare Rodolfo d'Absburgo e Carlo d'Angiò per rendere possibile la coronazione di Rodolfo e la pace d'Italia, ma volle insieme impedire la soverchia potenza di Carlo e chiese a Rodolfo la promessa di non attentare al dominio della Chiesa in Romagna. Inviò due frati per riconciliare Alfonso X di Castiglia e Filippo III di Francia, minacciandoli di scomunica, se muovessero guerra. Volle riunire tutti i principi cristiani per la Crociata e raccolse decime per l'impresa, pensò anche a una lega con i sovrani tartari, che gli avevano mandato un'ambasceria. Si adoperò a rendere effettiva l'unione fra la Chiesa greca e la romana, deliberata nel Concilio di Lione. Ordinò a Stefano Tempier, vescovo di Parigi, di indagare sui nuovi errori diffusi in quella Università (18 genn. 1277); e, quando il vescovo ebbe pronunciato la condanna dell'averroismo e della teoria della doppia verità (7 marzo 1277), gli ordinò di procedere all'epurazione dei maestri così di arti come di teologia (28 apr. 1277). La caduta di un pavimento nel Palazzo papale di Viterbo interruppe un pontificato, che si annunziava benefico alla Chiesa e alla pace del mondo.

Più che per le opere del suo breve pontificato, «Pietro Ispano» ebbe fama per la dottrina scientifica e filosofica, per cui fra Salimbene lo dice «magnus sophista, loycus et disputator atque theologus» e Dante lo pone nella seconda «ghirlanda» dei teologi nel cielo del Sole (Par., XII, 134-35). Compose libri di medicina, seguendo la tradizione greco-araba; tra essi uno De oculo e un Thesaurus pauperum, seu de medendis humani corporis membris, dove, con senso di cristiana pietà per chi non ha mezzi di fortuna, s'indica il modo di curare ogni male. Scrisse un trattato De anima e commentò il De animalibus di Aristotele nella versione di Michele Scoto. Ma, già secondo Dante, egli «luce» soprattutto per i «dodici libelli» delle Summulae logicales, un manuale di dialettica, per il quale si servì della Summa di Lamberto di Auxerre e dell'opera di Michele Psello. Sulla base della logica aristotelico-boeziana, egli espone tutte le forme della disputa dialettica e vi aggiunge i contributi di quella che fu detta logica modernorum, occupandosi de proprietatibus terminorum, cioè delle proprietà dei termini logici e delle relazioni loro con i termini grammaticali. L'opera ebbe enorme diffusione già manoscritta; stampata una prima volta ad Alost nel 1474, ebbe altre edizioni numerosissime (il Prantl ne ricorda ben 84); fu tradotta anche in greco.

Bibliografia9 opere
BIBL.: Les régistres de Jean XXI, ed. E. Cadier (Bibl. d. écoles françaises d'Athènes et de Rome, 12° serie, 2, 11); Potthast, II, pp. 1710-18; P. C. Daunou, Pierre d'Espagne, in Histoire littéraire de la France, XIX, Parigi 1838, p. 322 seg.; G. Prantl, Geschichte der Logik, III, Lipsia 1867, pp. 32-74; R. Stepper, Papst Johannes XXI, Münster 1898; Überweg, II, pp. 285, 713, 758 (con bibl.); M. De Wulf, Storia della filosofia medievale, II, Firenze 1945, pp. 77-78 e 80 (con bibl.); E. Amann, Jean XXI, in DThC. VIII, 1, coll. 632-33; G. B. Picotti, s. v. in Enc. Ital., XVII, p. 255 (con bibl.)

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Di Giovanni Battista Picotti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), coll. 590–592.

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Picotti, Giovanni Battista. “Giovanni XXI, papa.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, coll. 590–592. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/giovanni-xxi-papa.

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Picotti, Giovanni Battista. “Giovanni XXI, papa.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 590–592. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/giovanni-xxi-papa.

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