GIRALDI, GIOVAMBATTISTA CINZIO

GIRALDI, GIOVAMBATTISTA CINZIO. - Letterato, n. a Ferrara nel 1504, ivi m. nel 1573. La sua opera è sotto l'influsso della Riforma cattolica.

Presentimenti di romanticismo vennero rilevati nelle tragedie, fra cui notevole l'Orbecche, recitata nel 1541. Oltre un dramma pastorale (Egle) ed alcune ecloghe, comprese il poema Ercole (Modena 1557), incompiuto, che celebra le imprese di Ercole II d'Este. Opera maggiore gli Ecatommiti (Mondovì 1565), novelle d'ispirazione boccacesca (113, distinte in dieci decadi e un'introduzione) narrate da una brigata d'amici in viaggio da Civitavecchia a Marsiglia. Dalla 7a della 3a decade Shakespeare trasse l'argomento dell'Otello.

Bibl.: G. Perale, Sul valore morale degli «Ecatommiti» di G. B. G., Prato 1907; R. Piccioni, Vita di G. B. G., in Atti e memorie delle dept. fer. di st. patria, 18 (1908), pp. 113-231; G. Guerrieri-Croccetti, G. B. G. e il pensiero critico del sec. XVI, Milano 1932; A. Chiarì, La fortuna del Boccaccio, in Questioni e correnti di st. lett., a cura di A. Momigliano, ivi 1940, p. 327 ssg.

ITALIANO Marchetti