GIUSEPPE DA COPERTINO, SANTO

GIUSEPPE da COPERTINO, santo. - Francescano conventuale, n. a Copertino (Lecce) il 17 giugno 1603, m. in Osimo il 18 sett. 1663. Sacerdote nel 1628. La sua vita, piena di estasi, previsioni e miracoli vari, lo rese una delle figure più interessanti della mistica

cristiana. Accusato al S. Uffizio di Napoli (1638) per quanto avveniva intorno a lui, fu riconosciuto pienamente innocente ma, per evitare eventuali abusi popolari, si decise di farlo inviare in un convento solitario.

Il 25 apr. 1639 lasciò Roma per recarsi ad Assisi, dove visse per oltre 14 anni fra terribili prove di spirito, aspre penitenze e mortificazioni, ma al tempo stesso mezzo a dolcezzze spirituali e carismi. In questo periodo conobbe la serva di Dio Maria Infanta di Savoia, il principe Casimiro, futuro re di Polonia, e convertì alla fede il duca Giovanni Federico di Braunschweig - Lüneburg (1649-50). Il 23 luglio 1653 un nuovo intervento del S. Uffizio lo allontanò anche da Assisi. Dovette recarsi nel montano convento cappuccino di Pietrarbubba (Macerata); di qui, dopo tre mesi, dai Cappuccini di Fossombrone, e solo il 6 luglio 1657 gli fu permesso di tornare fra i suoi confratelli conventuali di Osimo. I prodigi che lo avevano accompagnato a Pietrarbubba, moltiplicandosi a Fossombrone (1653-57), continuarono anche ad Osimo fino alla morte. Fu beatificato da Benedetto XIV il 24 febbr. 1753 e canonizzato da Clemente XIII il 16 luglio 1767. Festa il 18 sett., estesa a tutta la Chiesa del Clemente XIV. Si devono a lui alcune canzoncine religiose e brevi detti raccolti dai suoi biografi.

Bibl.: Vita del servo di Dio p. G. da C., O.F.M. Com., Assisi 1678; D. Bernino, Vita del ven. p. G. da C., Roma 1722; Acta S.S. Septembris, V. Parigi 1868, pp. 692-1060; Sbarlane, III, p. 260; F. Gattari, Vita di s. G. da C., Roma 1898; E. Francisci, Vita di s. G. da C., Recanati 1925; G. Palatucci, S. G. da C., Padova 1941.