GIUSEPPE l'INNOGRAFO, santo. — Monaco basiliano, n. a Siracusa nell'816, m. a Costantinopoli il 3 apr. 886. Riparatosi nel Peloponneso per sfuggire alla invasione saracena, si fece monaco a Tessalonica (841), donde passò a Costantinopoli. Partito per una missione a Roma presso il Papa, fu catturato in viaggio dai pirati e trasportato a Creta; di poi, riscattato, rientrò a Gerusalemme, vi fondò un monastero (ca. 850) e vi compose i suoi celebri inni, accolti nella liturgia, che gli meritarono il soprannome di «innografo» per antonomasia. Fu esiliato, sotto Fozio, perché amico del vescovo s. Ignazio (867); ma alla morte di questo poté ritornare al monastero e vivere con Fozio in buona armonia.
GIUSEPPE L'INNOGRAFO, SANTO
BIBL.: Opere in PG 105, 925-1426; altre a lui rivendicate in Anal. Boll., 65 (1947), pp. 134-38; e in Bollettino della badia greca di Grottaferrata, 11 (1948), pp. 87-98, 177-92. Vita: quella scritta da Giovanni diacono in Acta SS. Aprilis, I, Parigi 1865, coll. XXIX-XXXV; quella, anteriore, scritta da Teofane, in A. Papa-dopoulos-Kerameus, Monum. ad hist. Photii pertinenti, II, Pietro-burgio 1901, pp. 1-14, Cf. anche C. van de Vorst, Note sur st. Jo-sph l'Hymmographie, in Anal. Boll., 38 (1920), pp. 148-54.