Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Arte Artisti

GIUSTO DI GAND, JOOS VAN WASSENHOVE, DETTO

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Noto anche come: latino: Jodocus van Wassenhove

GIUSTO di GAND, JOOS VAN WASSENHOVE, detto - Ultima Cena. Dipinto nel Palazzo Ducale di Urbino.
GIUSTO di GAND, JOOS VAN WASSENHOVE, detto - Ultima Cena. Dipinto nel Palazzo Ducale di Urbino.

GIUSTO di GAND, JOOS VAN WASSENHOVE, detto. - Pittore n. fra il 1435 e il 1440 o ad Anversa o a Gand, nel 1460 veniva accolto nella Gilda di S. Luca di Anversa e il 6 ott. 1464 nella Corporazione dei pittori di Gand; altri documenti comprovano la sua presenza a Gand nel 1464 e nel 1468. Prima del 1474 Joos parte alla volta di Roma, come risulta da un documento dell'archivio parrocchiale di S. Michele di Gand.

Il nome di G. appare per la prima volta a Urbino in un documento del 12 febbr. 1473. L'ultima sua notizia è del 25 ott. 1475: si tratta di pagamenti per la Comunione degli Apostoli del Palazzo ducale di Urbino. Gli evidenti punti di contatto fra quest'opera e le immagini dei Padri della Chiesa e di personaggi illustri e delle figure allegoriche delle arti liberali che decoravano lo studio del duca Federico nel Palazzo di Urbino, oggi in parte ad Urbino, in parte al Louvre, nella Galleria nazionale di Londra e nel Kaiser

Friedrich Museum di Berlino, confortano l'attribuzione di tali opere a G., anche se qui si nota maggiore dolcezza e modulazione che nella Comunione. Del resto Vespasiano da Bisticci, bibliotecario del duca Federico, parla, per la decorazione dello studio, di un pittore fiammingo espressamente chiamato ad Urbino. Probabilmente, tuttavia, in quelle pitture vi fu la collaborazione di un altro artista che potrebbe essere il castigliano Pedro Ilerruguete, collaborazione evidente soprattutto nelle tavole del Museo di Berlino. Comunque Giusto appartiene alla schiera dei maestri nordici che, scesi in Italia durante il sec. XV, malgrado la diversità del loro linguaggio espressivo contribuiscono alla definizione di qualche particolare aspetto del nostro Rinascimento influendo sugli artisti dell'ambiente in cui si trovarono a lavorare.

Bibliografia3 opere
BIBL.: Vespasiano da Bisticci, Vite di uomini illustri del sec. XV, ed. A. Bartoli, Firenze 1859, p. 93 seg.; Winkler, Justus von Gent, in Thieme-Becker, XIX, pp. 353-55; J. Lavalleye, Juste de Gand, Bruxelles-Roma 1936.

Serena Madonna Setti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), coll. 860–861.

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Madonna, Setti Serena. “Giusto di Gand, joos van wassenhove, detto.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, coll. 860–861. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/giusto-di-gand-joos-van-wassenhove-detto.

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Madonna, Setti Serena. “Giusto di Gand, joos van wassenhove, detto.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 860–861. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/giusto-di-gand-joos-van-wassenhove-detto.

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