GIUSTO DI CANTERBURY, SANTO

GIUSTO di CANTERBURY, santo. — Molto probabilmente d'origine romana e monaco benedettino nel monastero del Celio, m. a Canterbury il 10 nov. 630. Insieme all'abate Mellito, a Paolino e Rufiniano fece parte della seconda missione inviata da s. Gregorio Magno nel 601 in Inghilterra per aiutare s. Agostino che vi predicava dal 597.

Nel 604, dallo stesso s. Agostino, a Canterbury, fu consacrato vescovo della nuova sede di Rochester nel Kent, la cui cattedrale di S. Andrea fu dotata dal re Eletberto di concessioni territoriali. La morte di Eletberto (616) e la restaurazione del paganesimo promossa da Eadbaldo costrinse G. ad allontanarsi da Rochester e fuggire tra i Franchi (618). Fu richiamato l'anno seguente nel 624 successe a Mellito come quarto vescovo di Canterbury; lo stesso anno ricevette il pallio dal papa Bonifacio V, con una lettera di congratulazione per il lavoro compiuto. Festa il 10 nov.

Bibl.: Acta SS. Novembris, IV, Bruxelles 1925, p. 532-37; W. F. Hook, Lives of the archbishops of Canterbury, I, Londra 1861, pp. 100-10; A. W. Haddan-W. Stubbs, Ecclesiastical documents, III, ivi 1878, pp. 72-87; Fliche-Martin-Frutaz, V, pp. 297, 303; P. Grosjean, Le faux de 606 provient-il de Cantor-bery? Date de la lettre des s. Laurent, Mellitus et Justus aux Irlandais, in Analecta Bollandiana, 64 (1946), pp. 231-44; Martyr. Romanum, p. 509.