GIZZI, PASQUALE TOMMASO. - Cardinale, a volta Ceccano (Frosinone), il 22 sett. 1787, m. a Lenola il 3 luglio 1849. Compiuti i primi studi a Ferentino e laureati in diritto canonico e civile alla Sapienza, divenne nel 1819 avvocato rotale. Inviato nel 1820 in Svizzera come uditore con il nunzio Nasalli, fu nominato, nel 1827, internunzio e trattò, con acume e competenza, difficili affari sui beni e la giurisdizione nella Chiesa.
Fu successivamente incaricato d'affari a Torino (1829-1835), delegato di Ancona (1837-39), internunzio nel Belgio (1839-41) e nunzio a Torino (1841-44). Da Gregorio XVI fu creato cardinale, riservato in petto nel Cincistoro del 12 luglio 1841 e pubblicato in quello del 22 genn. 1844. Nominato legato di Forlì nel 1844, vi rimase per due anni e dimostrò grande prudenza e moderazione, mentre per il suo spirito conciliativo incontrò sincere simpatie anche tra i liberali. Basti ricordare la sua opera delicata, serena e ferma nello stesso tempo, durante i moti di Rimini (1845).
Alla morte di Gregorio XVI (1846), da più parti si auspicò la sua elezione al pontificato, anzi durante il Conclave si diede per certa la sua avvenuta esaltazione e la folla, in segno di gioia, invase la sua abitazione, asportando tutto quanto poté trovare. Pio IX, che aveva delle sue qualità di governo sincera stima, lo nominò il 2 ag. 1846 segretario di Stato. Superando immani difficoltà, il card. G. rimase in tale ufficio fino al luglio 1847, e non smentì la sua preparazione diplomatica, il suo senso di moderazione e la pratica consumata nella trattazione dei più rilevanti affari.