GLANVILL (GLANVIL), JOSEPH

GLANVILL (GLANVIL), JOSEPH. - Pastore anglicano e filosofo, n. a Plymouth nel 1630, m. a Bath nel 1680. Fu cappellano di Carlo II.
Uscito dal cartesianesimo G. accettò le vedute dell'imperismo: la filosofia è soltanto elaborazione dei dati d'esperienza, né può darsi una scienza apodittica della natura. È tuttavia possibile dalla conoscenza empirico-pratica della natura pervenire all'affermazione di Dio e alla religione. G. è precursore di Hume nell'indice l'incertezza del nesso tra causa ed effetto (n'amm non sequitur necessario, hoc est post illud, ergo propter illud). In contrasto con queste vedute di tendenza scettica G. non rifuggi, più tardi, dal prestar fede a pratiche magiche.

Opera principale: The vanity of dogmatizing confidence in opinions ecc. (Londra 1661), rielaborata con il titolo di Scepsis scientifca or confessed ignorance, way to science (ivi 1665, nuova ed. a cura di J. Owen, 1885). Altre opere: Plus ultra, or the progress and advancement of knowledge (ivi 1668); Philosophical considerations concerning the existence of sorcerers and sorcery (ivi 1660); Sadducismus triumphans (postumo, ivi 1681, ristampato con aggiunte da H. More nel 1682 e tradotto in tedesco nel 1701).

BIBL.: F. Greenslet, J. G., Nuova York 1900; N. Petersen, G. und Hume, Rostock 1911; H. S. e J. M. L. Redgrove, J. G., Londra 1921.