GOES, Ugo van der. - Pittore, n. probabilmente a Gand nella prima metà del sec. XV, è da considerarsi uno dei massimi artisti fiamminghi di quel tempo, crede dei van Eyck e di Roger van der Weyden. Poco si conosce della sua vita. Nel 1467 fu nominato « maestro »; in seguito fu « giurato » della corporazione dei pittori di Gand, finché nel 1474-75 divenne decano della Gilda. Tale carica tenne egli per breve tempo, perché in seguito risulta converso in un convento nei dintorni di Bruxelles. Nel chiostro (dove s'era rifugiato in seguito a disillusioni amorose) continuò la sua attività di pittore, sinché, assalito dal male e turbato da profondi scrupoli religiosi, morì nel 1482.
Il capolavoro del pittore (non potendosi giudicare le molte opere eseguite a guazzo ed oggi perdute) resta il trittico eseguito per la famiglia Portinari di Firenze, già in S. Maria Nuova di quella città, ora esposto nella Galleria degli Uffizi. Tommaso Portinari, rappresentante dei Medici a Bruges, ordinò direttamente all'artista il dipinto, che tanta ammirazione suscitò nell'ambiente artistico fiorentino. Di tale ammirazione si rese interpreta massimamente Domenico Ghirlandajo che imitò l'Ado-razione del fiammingo in una famosa tavola, oggi nella chiesa di S. Trinita.
Osservatore acuto della natura e grande colorista, il pittore rivela la sua forte personalità nei ritratti pieni di vita e di carattere, nelle felici composizioni, così ricche di elementi illustrativi, delle sue scene sacre: dove il paesaggio, realisticamente ed obbiettivo rappresenta-rentato, ha grande importanza (i pittori fiorentini stu-diarono attentamente i paesaggi del trittico Portinari). Oltre il dipinto ricordato, altre opere di U. V. d. G. si trovano a Berlino, a Francoforte, a Bruges, a Filadelfia. Notevole fu l'influsso esercitato dal pittore sugli altri artisti fiamminghi, tra cui Gerard David ed Albrecht Bouts.