Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Gerarchia ecclesiastica Patriarcati, arcidiocesi, diocesi, diocesi soppresse

GORIZIA, ARCIDIOCESI DI

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GRADISCA, DIOCESI DI rimanda qui.

Noto anche come: tedesco: Görz; latino: Archidioecesis Goritiensis

GORIZIA, ARCIDIOCESI di. - Nella Venezia Giulia. L'occupazione di Aquileia che, secondo i patti del 1445, avrebbe dovuto rimanere sotto il dominio temporale del patriarca, compiuta nel 1542 dalle truppe di Ferdinando I, re di Germania, per dispetto contro Venezia, venne a creare una situazione politica nuova nel paese. Ferdinando mal si adattava al fatto che un prelato veneziano fosse il titolare del patriarcato che occupava tanta parte dei suoi territori nel sud-est; c'era poi di mezzo un conflitto di interessi e di confini con la Repubblica veneta, che rendeva spinose le relazioni politiche.

Si sa che fu mira di Ferdinando creare un vescovato a G. per liberarsi il più possibile dalla soggezione al patriarcato. G. era allora una semplice pieve, che s'era staccata dalla vicina Salcano ed aveva acquistato importanza, situata com'era sotto il Castello, ai margini superiori della pianura friulana; l'arciduca Carlo di Stiria, figlio di Ferdinando, riuscì nel 1574 a farla mettere a capo di un arcidiaconato, dividendolo da quello di Aquileia; quindi dal 1583 si diede molto da fare per crearvi un vescovato sostenuto anche dal nunzio pontificio a Graz. Trovò ostilità a Venezia e nella Curia papale e morì (1591) prima di vedere adempito il suo disegno. Qualche altro tentativo nel secolo seguente non ebbe miglior risultato, anche perché non si trovava il modo di costituire la dote della nuova fondazione. I contributi di cittadini goriziani (Gullin e Codelli) agevolarono l'esecuzione del disegno che trovò nell'attività riformatrice dell'imperatrice Maria Teresa il più valido sostegno. Benedetto XIV, nonostante la tenace opposizione della Repubblica veneta e del patriarca Daniele Delfino, risolve dapprima la questione, costituendo in G. un vicariato apostolico che affidò al conte Carlo Michele Attems, vescovo titolare di Pergamo (1749). Il 9 luglio 1751 lo stesso Pontefice con la bolla Iniuncus nobis, con cui soppresse il patriarcato di Aquileia, costituì l'arcivescovato di G. per i territori soggetti all'Impero e nominò l'Attems primo arcivescovo. La nuova arcidiocesi ebbe per suffraganee: Pedena in Istria, Trieste, Trento e Como. L'ordinamento non durò perché Giuseppe II, consenziente Pio VI, nel 1788 elevò ad arcidiocesi la sede di Lubiana, abolì la sede di G. ed istituì in sua vece quella di Gradisca. Ma il 12 sett. 1791 il Papa d'accordo con l'imperatore Leopoldo ricostituì la sede vescovile di G. ossia Gradisca, finché Pio VIII il 27 luglio 1830 elevò di nuovo G. a sede metropolitana con le diocesi suffraganee di Luoiana, Trieste-Capodistria, Parenzo-Pola e Veglia; da dopo la guerra del 1915-18 Lubiana e Veglia, comprese nella Jugoslavia, sono immediatamente soggette alla S. Sede (1920). Il territorio della diocesi, dopo diverse vicissitudini è ora costituito dalla sola parte italiana con il seminario; ha una superficie di 1030 kmq. e 168.000 ab. in 85 parrocchie fra le quali sono comprese Aquileia e Grado. Il santuario di Monte Santo sopra G., celebre in tutta la regione, è rimasto nel territorio assegnato alla Jugoslavia. A G. al momento della divisione del patriarcato fu assegnato il Tesoro con una parte dei codici essendo l'erede del patriarcato di Aquileia. - Vedi tav. LXV.

In alto: CHIESETTA GENTILIZIA DELLA FAMIGLIA FIORENTINA RABATTE, nel borgo del Castello (sec. XIV) - Gorizia. In basso: INTERNO DEL DUOMO (sec. XVI-XVIII).
Tav. LXV In alto: CHIESETTA GENTILIZIA DELLA FAMIGLIA FIORENTINA RABATTE, nel borgo del Castello (sec. XIV) - Gorizia. In basso: INTERNO DEL DUOMO (sec. XVI-XVIII).(fot. G. Lazzaro) · (per cortesia del p. Alberto Ghinato)
Bibliografia13 opere
BIBL.: B. M. De Rubeis, Monum. Ecclesiae Aquileiensis, Argentina, ma in realtà Verona 1740; G. Morelli, Hist. della Contea di Gorizia, 2 voll., Gorizia 1855; G. De Rinaldis, Mem. stor. dei tre ult. sec. del patriarcato d'Aquil., 1411-1751, Udine 1888; Documenta histor. Archid. Gori. illustrantia, Gorizia 1907; Studi goriziani, voll. I-XI, ivi; V. Joppi, Documenti goriziani (Arch. di Trieste); Pastor, XVI, i. v. indice; A. Battistella, I prodromi della spartiz. del patriarc. d'Aquileia, in Memorie storiche forogiuliensi, 9 (1913); P. Paschini, Riforma e Controriforma al confine nord-orientale d'Italia, in Arcadia, 4 (1922), p. 42 sgg.; id., La basilica di Aquileia (IX Centenario), Bologna 1931; id., Storia del Friuli, III, Udine 1936; id., Tentativi d'un vescovato a Gorizia nel Cinquecento, in Riv. di storia della Chiesa in Italia, 3 (1949), pp. 165-90; v. anche Memorie storiche forogiuliensi, 1905-1942 e Studi goriziani, 1923 sgg.

Enrico Marcon

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), col. 932.

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Marcon, Enrico. “Gorizia, arcidiocesi di.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, col. 932. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/gorizia-arcidiocesi-di.

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Marcon, Enrico. “Gorizia, arcidiocesi di.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, col. 932. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/gorizia-arcidiocesi-di.

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