Di professione tipografo, fin dal 1907 partecipò con lo studio e l'apostolato all'organizzazione del nascente movimento sindacale cattolico. Dopo aver diretto l'Unione del lavoro di Como e costituito il Sindacato istituto di Sindacato
ITALIANO tessile, diede vita nel 1919 alla Confederazione cosiddetta «bianca», costituita dalle unioni sindacali cattoliche. Fu uno dei fondatori del Partito popolare italiano, per il quale venne eletto deputato nel 1919, 1921 e 1924, nel collegio di Como-Sondrio. Assunta nel nov. 1922 la direzione della Confederazione italiana lavoratori, condusse una lotta accanita contro i soprusi del monopolio sindacale fascista. Partecipò all'azione di opposizione parlamentare detta dell'Aventino. Soppressa dalla dittatura la Confederazione «bianca», tornò a fare il tipografo, partecipando tuttavia all'attività antifascista clandestina, fino a che, nel luglio 1943, fu chiamato dal governo Bado-glio a reggere come commissario governativo la Confederazione lavoratori dell'agricoltura. Sostenitore convinto dell'unità sindacale, nel 1945, dopo che le trattative con le organizzazioni sindacali prefasciste si conclusero con il patto di Roma, divenne segretario generale della Confederazione generale italiana del lavoro in rappresentanza della corrente democratica cristiana. Contemporanea-delle avverto fondato e diretto ITALIA (v.). Membro di diritto della direzione centrale della Democrazia cristiana, componente della Consulta nazionale, venne eletto deputato per il collegio di Milano all'Assemblea costituente, di cui fu anche vice presidente.