GRECHTTO, GIOVANNI BENEDETTO CASTIGLIONE, DETTO IL

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GRECHTTO, GIOVANNI BENEDETTO CASTIGLIONE, detto il - Pittore genovese, n. a Genova nel 1610 (?), m. a Mantova nel 1665. Ebbe una educazione manieristica che superò, passando dalla scuola di G. B. Paggi a quella di G. A. De Ferrari. Viaggiò molto, recandosi a Firenze, Roma, Napoli, Bologna, Venezia, e Mantova, dove fu invitato (ca. 1639) dal duca, e vi operò lungamente.

La sua cultura figurativa si arricchì di esperienze diverse su opere dello Strozzi, del Van Dyck, dei Bassano e di Giovanni Rosa; ma la sua individualità di fresco colorista e decoratore, il suo dinamismo pittorico estroso e il nobile gusto cromatico sono degni della grande stima che di lui ebbero i contemporanei. Trattò scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, quadri di genere, soggetti mitologici, nature morte. Tra le numerose opere, il Pre-sape in S. Luca, il Crocifisso in S. Maria della Cella in Sampierdarena e la Cerere in Palazzo Doria, a Genova. Il G. fu anche incisore, e, come tale, inventò il monotipo.

Bibl.: P. K., s. V. in Thieme-Becker, VI, p. 164 (con bibl.); G. Delogu, G. B. Castiglione, Il G., Bologna 1928; id., Pittori minori liguri lombardi piemontesi del Seicento e Settecento, Venezia 1931, V. indice; A. Morassi, Mostra della pittura del Seicento e Settecento in Liguria, Milano 1947, p. 63. Luigi Grassi.