**GRECO, DOMENICO THEOTOKOPULI, detto il. Pittore, n. a Candia il 1° ott. del 1541, m. a Toledo il 7 apr. 1614. Venuto in Italia, a Venezia, fu discepolo forse di Tiziano ma conobbe anche l'arte di J. Bassano, del Tintoretto, dello Schiavone, del Veronese e, a Parma, quella del Correggio e del Parmigianino.**
A Roma, dove fu dal 1570 al 1572 ca., vide le opere di Michelangelo. Fu anche a Napoli e forse a Malta; nel 1576 partì da Genova per la Spagna; nel 1577 era certamente a Toledo ove trovò un ambiente congeniale al suo temperamento. Qui, nel 1577, dipinse per la chiesa di S. Domingo e il Antiguo l'Assunzione della Vergine, la Rinunceione, i s. Giovanni Evangelista e Giovanni Battista, l'Adorazione dei pastori, opere ancora nel posto originario, meno l'Assunzione, ora nell'Istituto d'arte di Chicago. Questa Assunzione è uno dei dipinti più tizianeschi del Greco. Nel 1579 gli venne proposto di lavorare per l'Escursale e vi dipinse tre quadri rappresentanti s. Ildefonso, s. Pietro e s. Francesco, oltre alla pala con S. Maurizio e la legione tebana. Tra le sue opere del periodo spagnolo le più famose sono l'Espolio per la cattedrale di Toledo (1572) e l'Annunzione del conte d'Orgaz dipinta per la chiesa di S. Tomé pure a Toledo, certamente compiuta nel 1584. Tra le opere del periodo italiano, in cui l'artista si andava formando su esemplari veneziani, si citano: il trittico con L'Annunziazione della Galleria di Modena, Gesù in casa di Marta (Venezia, già collezione Brass), La guarigione del cieco (Dresda e Parma); i Mercanti cacciati dal Tempio (Richmond, collezione Cook); L'Annunziazione (Firenze, Raccolta Contini), Il ragazzo con la candela (Galleria di Napoli). Ma della sua attività anteriore anche a queste opere, e cioè nel vivo dei suoi primi anni veneziani, sono di recente venuti in luce numerosi esempi, conseguenti alla fortunata scoperta del Polittico (firmato) della Galleria Estense di Modena. Con il loro ausilio viene oggi confermata l'ipotesi sulle origini del G.: uno studio ampio della grande pittura veneziana - di suo il G. portava la magia di certi segreti cromatici orientali - e del suggestivo linearismo parmense.
Tra le opere della maturità si ricordano, oltre quelle già nominate, La Pentecoste (Madrid, Prado, ove sono altre sue numerose tele); Gli Apostoli (Toledo, Museo provinciale); L'Adorazione dei pastori (Nuova York, Museo metropolitano); La veduta di Toledo (Toledo, Museo del G.), e, tra i ritratti, quello de L'inquisitore Nino de Guevara (Nuova York, Winterthur, raccolta Reinhart).
Se si potesse parlare per lui di manierismo, si dovrebbe parlare di manierismo del colore, che in lui giunge ad effetti allucinatori come nell'arte orientale del medioevo. Ed il colore vi è commentato da una linea fantasticamente decorativa per cui i suoi quadri danno il senso di sorprendenti istintive anticipazioni di atteggiamenti che all'arte moderna derivano da presupposti teorici. - Vedi tavv. LXXX.
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