GREGORIO (GIORGIO) CIPRIOTA

GREGORIO (GIORGIO) CIPRIOTA. - Teologo e letterato greco, n. nel 1241 e m. nel 1290. Originario di Cipro, donde il suo nome, compì i suoi studi a Nicea ed a Costantinopoli dove fu allievo di Giorgio Acropolita. Entrò presto a far parte, come diacono, del clero di corte e, sotto Michele VIII Paleologo, si di-mostrò uno dei più convinti fautori dell'unione della Chiesa orientale con Roma. Dopo l'ascesa al trono di Andronico II (1288), venne chiamato a ricoprire la carica di patriarca: mutò allora il suo primitivo nome di Giorgio in quello di G., con il quale è ge-neralmente conosciuto, e prese a combattere la poli-tica di Michele VIII e l'accordo del Concilio di Lione. Non riconosciuto dal patriarca di Antiochia ed avver-sato dagli stessi ortodossi, per le sue idee in materia teologica, nel 1289 abdicò, e morì un anno dopo.

La maggior parte delle sue opere teologiche furono scritte contro Giovanni Bekkos e i suoi seguaci, oppure in favore di amici accusati davanti al Sinodo di Costanti-nopoli. Queste opere gli valsero il titolo di «colonna del-l'ortodossia». Si hanno di lui anche opere letterarie che ne fanno uno dei più caratteristici rappresentanti dell'umanesimo bizantino del sec. XIII. L'autobiografia, che precede il suo epistolario, è un contributo prezioso per la conoscenza della società a lui contemporanea.

BIBL.: PG 142, 10-470; Krumbacher, pp. 98 sgg.; F. Cayré, Georges de Chypre, in DThC, VI, coll. 1231-35; M. Jugie, Theologia dogmatica Christianorum orientalium ab Eccle-sia catholica disseditum, I. Parigi 1926, pp. 420-21; W. Lemerce, La tradition manuscrite de la correspondance de G. de Ch., in Etudes de philologie, d'archéologie et d'histoire ancienne, II. Bruxelles-Roma 1937.