GREGORIO DECAPOLITA, santo. - Monaco, pro-motore della vita monastica, taumaturgo, difensore del culto delle sacre immagini; n. ad Irenopoli in Isauria verso il 780 e m. a Costantinopoli il 20 nov. 842. Nei suoi molti viaggi venne anche in Occi-dente: Reggio, Napoli, Roma, Siracusa, Otranto.
Iniziato alla vita monacale dopo la fuga dalla casa del padre che gli aveva già trovato una sposa, nelle montagne della sua patria ebbe non poco da soffrire dai monaci fautori dell'iconoclastia, e si ritirò presso lo zio Simeone, igumeno di un altro monastero della Decapoli isaurica, dove rimase per 14 anni.
G. si trattenne anche in altri monasteri orientali, soprattutto a Salonicco ed a Costantinopoli. Un suo discepolo fu s. Giovanni monaco; anche s. Giuseppe l'Innografo subì il suo influsso morale. Durante la lotta iconoclasta G. mandò proprio s. Giu-seppe a Roma dal Papa per chiedere il suo appoggio
contro l’eresia promossa dagli imperatori e dai patriarchi. Ma questi fu catturato durante il suo viaggio verso Roma dai Saraceni e soltanto più tardi poté ritornare a Costantinopoli quando G. era morto. In onore di questi, del monaco sopraddetto s. Giovanni e di s. Bartolomeo, egli edificò un monastero ed una chiesa dove furono trasferiti i resti morali di G. e del suo discepolo Giovanni accanto alle reliquie di s. Bartolomeo.
A G. viene attribuito un discorso sopra la conversione d’un musulmano (PG 100, 1200 A-1212 D), ma l’autenticità di questo opuscolo è discussa. Una vita di G. scritta dal diacono Ignazio, autore delle vite dei santi patriarchi Niceforo e Tarasio, dà anche interessanti contributi ad alcune questioni storiche bizantine del sec. IX, soprattutto intorno agli Slavi balcanici e alla diffusione dell’iconoclastia; una nuova edizione critica della vita greca di G. con introduzione è stata fatta dal Dvornik competente in tali materie; a lui però è sfuggito il manoscritto di Messina segnalato già nel 1884 da D. G. Lancia di Brolo nella sua *Storia della Chiesa in Sicilia* (II, Palermo 1884, p. 295). Questo autore dà anche la notizia preziosa che cioè s. Giuseppe l’Innografo compone una poesia (c. 290) in onore di G., edita nei *Menaia* (II, Roma 1889, p. 203 sgg.). Un *kontakion*, pure di s. Giuseppe in onore di G., fu edito da E. Mioni, *I kontakia inediti di s. Giuseppe innografo*, in *Bollettino della badia greca di Grotta-ferata*, nuova serie, 2 (1948), pp. 181-82.