GUARIENTO PADOVANO. - Pittore, figlio di Arpo, è documentato a Padova dal 1338 al 1365; nel 1365 è chiamato a Venezia per gli affreschi in Palazzo Ducale; è già morto nel sett. 1370.
Tra le numerose opere assegnategli dalle fonti o attribuitegli con certezza si ricordano: a Padova, le decorazioni della Reggia carrarese, di cui restano alcuni frammenti di affreschi (all'Accademia) e numerosi pannelli del soffitto della cappella (Museo) e gli affreschi del coro della chiesa degli Eremitani (in parte distrutti nella seconda guerra mondiale) condotti assieme ad aiuti; a Bassano (Museo) un Crocifisso, unica opera firmata; un Crocifisso del Museo Fogg di Cambridge (U.S.A.), ecc. L'ultima e più celebrata opera è l'affresco col Paradiso dipinto nella sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale e i cui resti, molto danneggiati dall'incendio del 1577 e coperti poi dalla grande tela del Tintoretto, sono stati staccati nel 1904 e collocati in una sala vicina. Tra le attribuzioni discusse è quella di un importante politico, datato 1344, della collezione Czernin a Vienna (dato anche alla cerchia di Giusto de' Menabuoi).
Personalità di non grande rilievo, nonostante la rinomanza goduta presso i contemporanei, il G., più che un innovatore, va considerato un artista che fonde in maniera personale le caratteristiche di diversi stili: il bizantinismo della pittura veneziana, le ricerche plastiche della nuova cultura giottesca e un linearismo decorativo dovuto all'arte gotica, alla quale risale anche il gusto per le composizioni macchinose e sovraccariche di dettagli.
Nolfo di Carpegna