GUIDO, monaco di MONTECASSINO. - Fiori sotto
l'abate Gerardo (1111-23) e fu maestro di Pietro Diacono (De viris illustribus Casinensis coenobii: PL 173,
1010) che lo dice «vir in humana eruditiones clarissimus, religione et vita probatissima» (ibid., 1044-45).
Da «quibusdam venerabilibus fratribus» ebbe l'incarico di mettere ALBERIGO (v.), monaco di Montecassino, e di cui G. fu forse
educatore (A. Mirra, p. 35), aveva avuto all'età di
10 anni, e la cui fama si era largamente diffusa.
Ma l'opera di G. non piacque perché «quamplura
descripsit, quamplura dimisit», tanto che Alberico stesso
la riscrisse conservando solo il prologo di G. (ed. F. Cancellieri [V. BIBLICA.], pp. 144-45; A. Mirra [V. BIBLICA.], p. 86).
Sempre secondo Pietro Diacono (loc. cit.), G. scrisse
anche una storia dell'imperatore Enrico (IV o VI), e
alcuni versi sulla fortuna della stessa Visione, tutto perduto.