HAI (ebr. hā-'Aj sempre con l'articolo «la ro-
vina»; Settanta I'aḏ). - Città cananea a est e vicina
a Bethel e Bethaven (Gen. 12, 8; Jos. 8, 9; 12, 9),
un po' al nord di Machmas (Is. 10, 28), identifica
nelle rovine di et-Tell, situato a 2 km. a est di Bejtin
(v. BETHESDA) e a 2 a nord di Dejr Diwān sulla via
Muḥmas-Bejtin.
Il primo attacco degli Israeliti fallì Achan (v.) sull'interdetto di Gerico, ma, punito
il colpevole ed espiata la colpa, fu ripresa l'azione coronata
da vittoria: gli abitanti furono sconfitti, il Re impiccato
e la città incendiata e ridotta ad un ammasso di macerie
(Jos. 7-8). Dopo l'esilio risorse nelle vicinanze un piccolo
villaggio con il nome di 'Ajāh (Neh. 11, 31) ma al tempo
di Eusebio (Onom., 4, 27) il luogo si mostrava deserto.
Gli scavi eseguiti negli aa. 1933-35 rivelarono i resti
imponenti di una vasta città, con palazzo reale, santuari,
case, protetta da una triplice cinta di mura con documenti
ceramici d'occupazione dal 111 al 111 millennio a. C., quando,
per ragioni ignote, la città fu smantellata e la popolazione
annientata. Per otto secoli H. rimase abbandonata e sol-
tanto fra il 1200 e il 1000 nella periferia si riformò, per la
durata di ca. 150 anni, un piccolo villaggio. Il rapporto del
risultato degli scavi sollevò subito il problema della sto-
ricità del racconto di Giosuè. La critica indipendente lo di-
chiarò senz'altro leggendario (R. Dussaud, A. Lods) o di ca-
rattere etiologico (M. Noth), sorto nell'ambiente beniamin-
nita per spiegare la configurazione e lo stato archeologico
del paese. W. F. Albright propende a leggervi il racconto
storico della conquista di Bethel avvenuta nel sec. XII
ma trasferita dai Betheliti sul vicino Tell per motivi
etiologici. La posizione dei cattolici fu o di negare l'iden-
tificazione di hā-'Aj con et-Tell (Simons) o di attesa
prudente del risultato completo degli scavi (A. Fer-
nandez). L'archeologo P. Vincent mantiene l'equazione
topografica di hā-'Aj = et-Tell e inquadra il racconto
biblico nelle conclusioni archeologiche. Al tempo di
Giosuè l'antica fortezza cananea, smantellata e abban-
donata da secoli ma ancora potente e ammirabilemente
situata, fu trasformata in un bastione di difesa provvisorio
dai Cananei e specialmente dagli abitanti di Bethel
(8, 17), decisi a impedire e fermare l'avanzata vittoriosa
degli Israeliti nell'interno del paese. Il racconto, poi,
vittorioso di tutta l'azione sarebbe stato rivestito con i
colori narrativi degli altri capitoli relativi alla conquista.
schools of oriental research, 56 (1934), pp. 2-15; 57 (1935),
pp. 27-30; 74 (1939), pp. 15-18; M. Noth, Bethel und Ai, in
Palästina jahrbuch, 31 (1935), pp. 7-20; J. Marquette-Krause, La
deuxième campagne des fouilles à Ay (1924); Rapport sommaire,
in Syria, 16 (1935), pp. 325-45; R. Dussaud, Note additionelle,
ibid., pp. 346-445; A. Lods, Les fouilles d'Ai et l'époque de
l'entrée des Israélites en Palestine, in Mélanges F. Cimont, Bruxel-
les 1936, pp. 847-57; L.-H. Vincent, La Bible et l'archeologie
dans l'équation 'Ai = et-Tell, in Revue biblique, 46 (1937),
pp. 258-66 (il rapporto più esteso); J. Simons, Een opmerking
over het Ai = problem, in Jaarbericht Ex Oriente Lux, 9 (1944),
pp. 157-62. Donato Baldi