HAHN-HAHN, IDA. - Scrittrice tedesca, n. a Trassow (Mecklenburg-Schwerin) il 22 giugno 1805, m. a Magonza il 12 genn. 1880 nel convento del Buon Pastore, da lei fondato nel 1852. Dopo una giovinezza vissuta in tristi circostanze, e separatasi nel 1829 dal marito, vagabondò per l'Europa (diari e racconti ne divulgarono il nome).
Compose da donna «emancipata» anche poesie e romanzi che offrono solo una concezione del mondo anti-cristiano e manifestano una profonda irrequietezza; la quale, però, denotava nello stesso tempo un intimo bisogno di pace. Il 26 marzo 1850, infatti, si convertiva al cattolicesimo sotto la guida di W. Ketteler, parroco in quel tempo a Berlino; allora il passaggio graduale, che era venuto delineandosi, dall'individualismo ad una morale religiosa, si compì per intero. Alle liriche byroniane sottentrarono le lodi alla Vergine (Unserer lieben Frau, 1851) e canti sacri (Das Jahr der Kirche, 1854); una notevole serie di romanzi (Maria Regina, 2 voll., 1860; Dorative, 2 voll., 1861), Peregrin (2 voll., 1864); inoltre Bilder aus der Geschichte der Kirche (4 voll., 1853-66), e versioni di libri ascetici.
I. H
H., Lipsa 1869; P. Haffner, Gräfin I. H
H., Francoforte 1880; A. Töpker, Beziehungen I. H
H. zum Menschentum der deutsche Romantik, Münster 1937. Giovanni Guerra