HARAR, VICARIATO APOSTOLICO DI

HARAR, VICARIATO APOSTOLICO di. - È situato nell'Etiopia orientale ai confini della Somalia francoese, britannica e italiana. Eretto il 4 maggio 1846 con il nome di Vicariatus apostolicus Africae ad populos Galla, ebbe un grande apostolo che vi lavorò da quell'anno fino al 1880, il Massaia.

Il 15 genn. 1894 furono fissati i confini del vicariato dei Galla con il vicariato di Khartum (allora vicariato dell'Africa centrale); il 28 genn. 1913 ne fu distaccata la prefettura apostolica del Kaffa; l'8 sett. 1913 furono modificati i confini con essa, e così pure il 20 febbr. 1923 e il 10 marzo 1926. Il 13 febbr. 1925 fu ceduta la parte della Somalia abissina alla prefettura apostolica di Gibuti. Il 25 marzo 1937, per il riordinamento di tutte le missioni dell'Etiopia ebbe l'attuale denominazione di H. H. una superfice di 202.000 kmq. e, al momento dell'erezione, aveva una popolazione di ca. 2.000.000 di ab., di cui 1.000.000 maomettani, 300.000 dissidenti di rito copto e 200.000 pagani. Sotto l'amministrazione dei Cappuccini fece grandi progressi. Ma la guerra, che impose l'esodo dei missionari italiani, fermò lo sviluppo del vicariato, al quale furono confiscati anche i nuovi e grandiosi stabili dell'episcopio e del Seminario. Se non tutto andò perduto, lo si deve alla provvidenziale esistenza di un certo numero di buoni sacerdoti indigeni di rito latino. Nel 1948 il vicariato contava 1.200.000 infedeli (tra pagani e musulmani), 300.000 dissidenti di rito copto, 7583 cattolici di rito latino con 51 catecumeni, 13 sacerdoti indigeni, un missionario sacerdote estero e un fratello laico estero, quattro suore estere e 16 indigeni, 12 stazioni principali, 56 battesimi di adulti e 323 di bambini amministrati nell'anno, 12 dispensari con 55.000

malati assistiti, parecchi asili con numerosi ricoverati, 15 scuole primarie con 834 alunni di ambo i sessi, 12 chiese, 12 cappelle. Vi è anche l'Azione Cattolica (17 centri con 308 soci).

BIBL.: AAS, 5 (1913), pp. 40-41 c. 432; 17 (1925), pp. 132-133; 27; 18 (1926), pp. 372-373; 19 (1937), pp. 362-63; GM. p. 219; MC. 1950, p. 86; Arch. di Prop. Fide, pos. prot. nn. 5259/48, 378/49.