II MILLENNIO A

II millennio a. C.). Un trattato del sec. XIV a. C. fra il re di Mitanni e il re degli Hittiti mostra che H. apparteneva allora al Regno di Mitanni. Ma poi (secc. XIII-XI a. C.) fu sotto il dominio dell'Impero assiro, nel quale godette di certi privilegi. Come già le narrazioni del Genesi, così anche i documenti assiri di questi tempi rivelano la presenza di numerose tribù aramaiche che pascolavano i loro nei greggi dintorni della città. Nel susseguente periodo del dominio aramaico (secc. XI-IX a. C.) il santuario di Sin esercitò sempre più la sua influenza su tutta la Siria, sì che, quando « la fortezza H. » cadde di nuovo sotto l'impeto dell'espansione assira (secc. IX-VII a. C.; cf. Is. 37, 12), venne ad essere residenza di un governatore assiro, e imperatori assiri non sdegnavano di essere incoronati nel tempio di Sin o di rivolgersi al suo oracolo. Quanta importanza gli Assiri attribuissero a questa città, si vede dal fatto che dopo la distruzione di Ninive (612 a. C.) l'ultimo re assiro scelse H. per capitale e cercò di ristabilire di là il suo regno; ma nel 610 H. e il suo tempio furono distrutti dai Medi. Soltanto l'ultimo re babilonese, Nabonid, oriundo di H. e probabilmente antico sacerdote di Sin, ricostruì nel 555 città e tempio, che sembra da allora essere esistito per molto tempo. Il commercio non patì danno da queste vicissitudini politiche, perché Ex. 27, 23 descrive un vivo traffico fra H. e le città fenice.

La schiacciante sconfitta che il console romano Crasso soffrì dai Parti presso H. nel 53 a. C. rese la città per molti secoli tristemente celebre fra i Romani. E non ne fu migliorata la fama, quando nel 217 l'imperatore Caracalla, dopo una visita al tempio di H., fu assassinato non lontano dalla città. H. rimase, nei secoli d. C., una città essenzialmente pagana nella quale il cristianesimo a stento si portò mantenere. La città, che era sopravvissuta alle conquiste dei Persi, dei Seleucidi, dei Romani e Parti, continuò anche a vivere dopo la conquista araba. Oggi però non è che un piccolo villaggio, che conserva tuttora l'antico nome nella forma Harrân.

BIBL.: A. Legendre, s. V. in DB, III, coll. 424-27; F. H. Weissbach, Karrai, in Pauly-Wissova, X, coll. 2009-21; E. Unger, Harrân, in Reallexikon der Vorgeschichte, V, p. 127 sg.; A. Mea, Geschichte der Stadt Harran, Strasburgo 1908; K. Preusser, Nordnussopotamische Bandenkudler, Lipsia 1911, p. 59 sgg.; P. Dhorme, in Revue biblique, 37 (1928), pp. 379 sgg., 481 sgg., 502 sgg.; T. R. O'Callaghan, Aram Noharaim, Roma 1948, passim. Ernesto Vogt
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“II MILLENNIO A.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 805. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ii-millennio-a.