HÉNANÁ DI ADIABENE

HÉNANÁ di ADIABENE. - Noto teologo siriaco, m. nel 610. Benché già allievo della scuola di Nisibi, dove si favoreggiavano le tendenze nestoriane, lo H., divenuto dal 572 preside della scuola, insegnò ai suoi 800 alunni una teologia di segno completamente diverso. Egli infatti si dichiarò di tendenze filo-alessandrine e quindi allora monofisitiche, fece

sue molte dottrine anche erronee di Origene, accettò la voce «theotokos», e respinse le opere di Teodoro di Mopsuestia, in cui riconosceva sia gli errori nestoriani come anche quelli di Pelagio. Nonostante la reazione che le novità dello H. suscitarono nell'ambiente ecclesiastico di Nisibi, egli poté, grazie all'appoggio dell'Imperatore persiano, continuare il suo insegnamento.

Fra le sue opere sono da segnalare le commemorazioni del Venerdì aureo, quelle del Digiuno dei Niniviti e del Miracolo di S. Pietro (Act. 3, 1-10), edite da A. Scher (PO 7, 53-87).

Bibl.: A. Baumstark, Geschichte der syr. Literatur, Bonn 1922, p. 127. Ignazio Oriz de Urbina