HENOCH (ebr. Hânôkh). - I. Patriarca antediluviano, figlio di Iared. Di lui, che secondo Gen. 5, 23 raggiunse l'età di 365 anni (numero dei giorni dell'anno solare), si dice che «camminò con Dio» (i Settanta traducono: «piacque a Dio»; cf. Hebr. 11, 5). A 65 anni ebbe il figlio Mathusalem (v.). In ultimo «non fu più visto, perché lo tolse Iddio» (Gen. 5, 24); il termine «togliere» (lâqah) è quello
usato per il rapimento di Elia al cielo (II Reg. 2, 10). Si può interpretare: «da una delle sue comunicazioni con Dio H. non tornò più».
Le notizie bibliche su H. sono molto sobrie. Soltanto nella letteratura posteriore, poco prima dell'era cristiana, H. diverrà l'eroe di tutto un ciclo di leggende che fanno di lui l'inventore della scrittura, l'autore del primo libro, il creatore dell'astronomia e dell'astrologia. Questo H. rielaborato viene avvicinato a un re di un'antica leggenda babilonese (v. libro di).
2. Figlio di Caino (Gen. 4, 17). Questi costui una città che denominò H., con il nome del figlio. - Vedi tav. XC.