HERBERT, EDWARD, LORD OF CHERBURY

**HERBERT, EDWARD, lord of Cherbury.** — Stata, poeta e filosofo, n. a Eyton (Shropshire) il 3 marzo 1583 (W. Windelband dà la data del 1581), m. a Londra il 20 ag. 1628. Studiò all'Università di Oxford, quindi si trasferì a Londra nel 1600. Dal 1608 al 1618 fu sul continente, in Germania, Francia, e Italia. Nel 1619 ambasciatore a Parigi; nel 1624 fu nominato pari irlandese e nel 1629 pari inglese.

Scrisse poesie in latino e in inglese (ed. recente di C. G. Moore Smith, Oxford 1923), un' *Autobiografia* (ed. S. L. Lee, Londra 1886, con bibl.), una *Vita di Enrico VIII* (1748). Opera principale è il *De veritate prout distinguitur a revelatione, a verisimili, a possibili et a falso* (Parigi 1624). Alla 3a ed. (Londra 1645), aggiunse un breve trattato *De causis errorum*, una dissertazione *Religio laici* e una *Appendix ad sacerdotes*. Egli pensava che se gli spiriti riflessivi professassero pochi principi consacrati dalla ragione, sarebbe disarmato il fanatismo e tolta la possibilità di guerre religiose. Nel 1663 apparve il *De religione gentilium*, forse il primo tentativo sistematico di uno studio comparato delle religioni, considerato falsamente come semplici corruzioni del culto razionale puro e primitivo.

La verità, secondo H., è una certa armonia tra gli oggetti e le facoltà analoghe della mente, la quale è sempre più o meno attiva, essendo le cose soltanto un'occasione dell'esplicarsi di questa attività.

Lo spirito porta in sé una quantità di verità generali, uguali in tutti gli uomini e quindi da riconoscersi universalmente. Rispetto alla fede l'uomo ha un istinto naturale, da cui si sviluppa una serie di conoscenze innate che formano il contenuto della religione razionale, quali l'esistenza di Dio, il dovere del culto verso di lui mediante la virtù e la pietà, l'esistenza di una sanzione divina in questa o nell'altra vita.

Una critica dell'inanimismo di queste proposizioni è offerta dal Locke nel I. del suo *Essay*.

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BIBL.:** C. De Rémusat, *Lord H. de Ch., Parigi 1853*; C. Guttler, *Lord H. V. Ch.*, Monaco 1897; H. Scholz, *Die Religionsphilosophie des H. V. Ch.*, Giessen 1914; M. M. Rossi, *La vita, le opere, i tempi di E. H. di C., 3 voll.*, Firenze 1947; H. M. Carré, *Lord H. of C.*, in *Giornale di metafisica*, 3 (1948), pp. 365-377. Andrea Ferro