HILLÉL, PETER. - Poeta, n. in Vestfalia, presso Höxter, l'11 sett. 1854, m. il 7 maggio 1904 a Berlin-Lichterfelde. Uno dei più cospicui ed originali temperamenti poetici tedeschi di fine Ottocento, oscurato o sfigurato dalla vita pressoché irreale da lui vissuta, tra di bohémien e di zingaro. La sua eletta sensibilità gli dettò una lirica che contiene i più lievi e delicati versi di quegli anni, e rappresenta la parte più viva della sua produzione.
Nel romanzo Die Sozialisten (1887) si trova un'acute analisi critica e scettica del socialismo. Vero romanzo è Die Hassenburg (1905), dove egli discute anche dei problemi della nobiltà e dell'educazione. Dei due piccoli romanzi storici Seminari e Kleopatra (usciti insieme nel 1896), notevole è il secondo; ancor più lo è Des Platonikers Sohn o «tragedia dell'educazione» (stesso anno), dove però sono agitatisi soprattutto i problemi della vita sociale, che gli fu preclusa. C'è inoltre uno H. aforistico, assai popolare, ma debole. Gli amici ne curarono la raccolta delle opere postume.