HÖFFDING, HARALD

HÖFFDING, HARALD. - Filosofo, n. a Copenaghen l'11 genn. 1843, professore in questa Università dal 1883, m. ivi il 2 giugno 1931.

H. subisce particolarmente l'influsso di Kierkegaard, Kant, Schopenhauer e del positivismo. Combatte la metafisica e in particolare l'intuizionismo. Nella religione distingue due aspetti: un tentativo di spiegazione del mondo, che, secondo lui, giunge soltanto a risultati negativi e l'affermazione dell'esistenza di un sistema di valori, che deve sottoporsi alla prova della critica e non può essere in contrasto con le esigenze della coscienza moderna. Ai dogmi teologici nella filosofia corrispondono dei problemi. Oltre che di filosofia della religione si occupò particolarmente di psicologia, etica, gnoseologia e storia della filosofia moderna.

Opree principali (di cui molte tradotte in italiano, francese, inglese e tedesco, alcune anche in spagnolo, polacco, russo, finnico e persino giapponese): Den nyere filosofis historie (Storia della filosofia moderna, 2 voll., Copenaghen 1894-95, trad. it., 1a ed., Milano 1906); Psykologi i Omrids paa Grundlag af Erfaring (Lineamenti di psicologia sulla base dell'esperienza, Copenaghen 1881); Etik (ivi 1887); Religionsfilosofi (ivi 1901); Moderne Filosofer (ivi 1904). Scrisse inoltre monografie storiche su Kierkegaard, su Rousseau, su Bergson e sull'etica di Spinoza. Soltanto in danese: Mindre Arbejder (Scrittori minori); Oplevelse og Tydning (Sentimento immediato [Erlebnis, feeling] e significazione, ivi 1918); Udtagte Skrifter (Scritti scelti, 7 voll., ivi 1902 sgg.); Danske Filosofers (Filosofi danesi, ivi 1919).

Bibl.: E. Rindom, H. H., Copenhagen 1913; G. Schott, H. H. als Religionsphilosoph, Monaco 1913. Altre indicazioni in W. Ziegenfuss, Philosophen-Lexikon, I. Berlin 1949, pp. 542-45. Andrea Ferro