HOHENLOHE-SCHILLINGSFÜRST, FAMIGLIA

HOHENLOHE-SCHILLINGSFÜRST, FAMIGLIA. - Di questa nobile famiglia i principali esponenti nel sec. XIX sono i due fratelli Chlodwig e Gustav Adolf. CHLODWIG, uomo politico tedesco, n. il 31 marzo 1819 a Rotenburg sulla Fulda, m. il 6 luglio 1901 a Ragaz (Svizzera). Discedente dei principi regnanti del Sacro Romano Impero, mediatizzati nel 1806, divenne nel 1846 membro del Reichsrat bavarese. Entrato nel 1848 al servizio diplomatico delle autorità centrali di Francoforte, divenne, dopo il fallimento dell'Assemblea della Paulskirche, sostenitore della politica egemonica della Prussia in Germania.

Presidente del ministero bavarese dal 1866 al 1870, di tendenze liberali, si sforzò in ogni modo di impedire la definizione dell'infallibilità pontificia: il 9 apr. 1869 inviò infatti a tutti i rappresentanti della Baviera presso le corti europee una circolare, redatta dal Döllinger, (v.), in cui prospettava la necessità che le potenze con sudditi cattolici facessero presso la S. Sede un passo collettivo contro la progettata definizione dell'infallibilità, adducendo a motivo l'alterazione che ne derivava nei rapporti tra lo Stato e la Chiesa. Il dispaccio di H.-S. non ebbe

seguito. Membro del Reichstag nel 1871, il principe H.-S. fu favorevole alla politica del Kulturkampf. Ambasciatore a Parigi dal 1874 al 1885, in seguito luogotenente imperiale in Alsazia-Lorena fino al 1894, successe in quell'anno al generale Caprivi quale cancelliere dell'Impero. In questa alta carica tentò inutilmente di opporsi alla politica personale di Guglielmo II e, visto vano ogni tentativo di convincere l'Imperatore a seguire i suoi consigli, si dimise il 17 ott. 1900.

BIBL.: Denkwürdigkeiten des Fürsten Chlodwig zu H.-Sch., a cura di F. Curtius, 2 voll., Stoccarda 1906; id., Denkwürdigkeiten der Reichshauslerzeit, a cura di K. A. von Müller, ivi 1931; J. Grisar, s. V. in LThK, V. coll. 101-102 (con bibl.); E. Eyck, Das persönliche Regiment Wilhelms II., Erlenbach-Zurigo 1948, passim.

GUSTAV ADOLF, cardinale, n. il 26 febbr. 1823 a Rotenburg, sulla Fulda, m. il 30 ott. 1896 a Roma. Dopo aver studiato legge a Bonn e teologia a Breslavia e Monaco, si recò a Roma nel 1846 ed entrò nell'Accademia ecclesiastica. Ordinato sacerdote nel genn. 1849 a Gaeta, dove aveva seguito Pio IX, fu molto apprezzato dal Pontefice, che lo nominò cameriere segreto e suo elemosiniere.

Preconizzato vescovo titolare di Edessa nel 1857, H. era destinato all'amministrazione di qualche importante diocesi della Germania, ma i tentativi di affidargli gli arcivescovati di Breslavia, di Colonia o di Friburgo non ebbero successo. Creato cardinale nel Conciotoro del 22 giugno 1866, fu al Concilio Vaticano contrario al dogma dell'infallibilità pontificia. Designato da Bismarck nel 1872 quale ambasciatore tedesco presso la S. Sede, non lo divenne per l'opposizione di Pio IX. Con il suo atteggiamento favorevole alla Germania ed all'Italia nacque non poco in varie circostanze alla S. Sede e si attirò l'avversione del Pontefice e della Curia, perdendo ogni influenza e prestigio nelle alte sfere ecclesiastiche.

BIBL.: H. Rust, Reichshausler Fürst H. und seine Brüder, II, Düsseldorf 1897, pp. 837-909; L. Pastor, August Reichensperger, II, Friburgo in Br. 1899, p. 67 seg.; J. Grisar, s. V. in LThK, V. coll. 102. Silvio Furlani
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“HOHENLOHE-SCHILLINGSFÜRST, FAMIGLIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 852. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/hohenlohe-schillingsfurst-famiglia.