HOHENSTAUFER, DINASTIA degli. - Prese nome dall'Hohenstaufen, altura del Giura svevo, presso Göppingen, su cui FEDERICO, conte di Büren verso il 1070-80 fece costruire un castello, prima sede poi centro dei domini. Il figlio FEDERICO si chiamò conte di H. e nella guerra tra Rodolfo duca di Svevia, suo diretto signore feudale, e l'imperatore Enrico IV parteggiò per questo contro quello, e dopo la caduta del duca svevo ebbe in compenso l'investitura del ducato di Svevia e la mano di Agnese, figlia di Enrico IV. Da allora (1079) gli H. furono i più devoti sostenitori della casa di Franconia. Alla morte, Enrico V (1125) designò esplicitamente il nipote FEDERICO II duca di Svevia quale successore, ma il timore che gli Staufen continuassero verso la Chiesa la politica della casa di Franconia fece prevalere la candidatura di Lotario di Suplimburgo. Questi, contro l'ostilità degli Staufen si appoggiò ai Guelfi duchi di Baviera e quindi si delineò il conflitto tra gli Staufen ed i Guelfi (v. GUELFI E GHIBELLINI). Contro Lotario III si levò in armi il fratello minore di Federico II di Svevia, CORRADO, che cercò di usurpare il trono facendosi riconoscere anche in Italia, ma gli Staufen dovettero ammettere la sconfitta e sottomettersi. Nel 1138 però Corrado con l'appoggio della Chiesa di Roma succedette a Lotario III e da allora gli Staufen tennero l'Impero per più di un secolo. Nel 1152 a FEDERICO I BARBAROSSA (v.), che ebbe la corona imperiale, fu il massimo rappresentante della Casa e cercò di attuare quell'assolutismo imperiale che trovò in Germania vana resistenza in Enrico il Leone duca di Sassonia.
Suo figlio ENRICO VI dopo il suo avvento al trono (1190) insistette nell'atteggiamento politico reso più pericoloso con la conquista del Regno di Sicilia. L'Imperatore mirava ormai nettamente alla monarchia universale riducendo il papato ad una subordinazione ministeriale. La scomparsa improvvisa di Enrico VI (1197) diede al nuovo papa, Innocenzo III, la possibilità di svolgere una politica audace: rimettere il Regno di Sicilia alla dipendenza feudale pontificia approfittando della minore età del rappresentante della dinastia sveva Federico II; imporre la sua autorità in Germania portando al trono un avversario degli Svevi.
Il programma però di abbattere gli Svevi fallì. Innocenzo III, se a FILIPPO fratello di Enrico VI oppose il guelfo Ottone di Brunswick e gli poté dare anche la corona imperiale quando Filippo di Svevia scomparve assassinato (1208), non tardò però ad accorgersi dell'errore compiuto quando Ottone IV riprese la politica sveva contro il papato e contro il Regno di Sicilia. Aiutò allora il giovane svevo FEDERICO II re di Sicilia a recuperare l'Impero con l'impegno della separazione tra Regno di Sicilia e Regno di Germania. Federico II però conservò l'Impero ed il Regno di Sicilia. Era inevitabile quindi il contrasto tra l'Imperatore ed il papato: la lotta fu ancora una volta resa complicata dalla ripresa da parte di Federico II della vecchia politica del padre e dell'avo di ridurre a sottomissione i Comuni, diventati ora Stati organizzati ed indipendenti. Anche in Germania il programma assolutista dell'Imperatore creò malcontenti ed agitazioni di città e di principi, aggravate dalla ribellione dello stesso figlio ENRICO rappresentante colà di Federico II.
La morte di Federico II nel 1250 segnò anche la caduta del programma imperiale antichiesastico e lo svanire di quell'universalismo medievale che aveva trovato una interpretazione laica nella politica della casa di H. Dopo Federico II, tenne l'Impero ed il Regno di Sicilia il figlio CORRADO IV, ma per pochi anni (1250-54) e con risultati minimi; poi il figlio naturale MANFREDI tenne il Regno di Sicilia in contrasto con i papi che erano decisi ormai ad abbattere quella che essi chiamavano razza di vipere. La casa di H. terminò con la morte di Manfredi a Benevento (1265) e con quella dell'ultimo della casa, CORRADINO, figlio di Corrado IV, decapitato a Napoli sulla piazza del mercato dopo l'infelice tentativo di recuperare il Regno di Sicilia (1269).