IEZRAEL («Dio semina», allusione alla fertilità del suolo). - Città del territorio di Issachar (Jos. 19, 18), munita di mura, torri e porte (II Reg. 9, 17; 10, 8) ai piedi del monte Gelboe e non lungi da Bethsan (I Sam. 31, 1, 10).
Prima della battaglia di Gelboe il re Saul si accampò con il suo esercito «alla fontana vicina a I.», mentre il Filistei si disperò a Sunam nella zona di I. (I Sam. 29, 11; II Sam. 4, 4). Scelta a AMORI (v.), il re Achab si costruì un palazzo a oriente della città, attiguò ad una vigna, il cui proprietario, Naboth, avendo rifiutato di cederla, fu ad istigazione della regina Iezabel condannato ed ucciso (I Reg. 21). Ma più tardi, come aveva annunziato il profeta Elia, il possesso ingiustamente acquistato divenne campo di morte di Iezabel e di tutta la famiglia reale (II Reg. 9, 25, 30). Dopo la grande strage eseguita da Jehu, la città non compare più nella storia israelitica. Nel sec. IV d. C. era un grande villaggio (Onom., 108, 13) identificato con l'odierno Zer'in, nome abbrazzato del crociato paruam Gerinam a 11 km. a sud di Gênin, magnum Gerinam. Il villaggio posto sul colle risponde alle esigenze del racconto biblico; la vista si estende sulla pianura d'Eldron (v.) e sulla valle del Giordano; è ai piedi della montagna di Gelboe (Gebel Fuqû'ah) sulla via di Bethsan ed è vicina all'abbandante fonte di 'Ajn Gâlad. Ad est della città dovevano stendersi i vigneti, come mostrano gli antichi frantoi tagliati nella roccia; nel villaggio sono vari frammenti d'epoca romana come pure della terza fase del bronzo.